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«Lo Stato intervenga nella Sacca»

«Lo Stato intervenga nella Sacca»

Goro, pescatori e cittadini sul piede di guerra. Il sindaco: una draga è all’opera per ampliare l’apertura del porto

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L'emergenza alghe ha risvegliato paure e problematiche che sembravano assopite. Gli abitanti di Goro l'altra mattina vedendo il porto si sono spaventati. Le alghe erano così tante che le barche sembravano attraccate su un prato anziché nell'acqua. Lunedì Francesco Paesanti, biologo marino, aveva spiegato che l’inverno troppo mite e l'enorme apporto di acqua dolce dal Po, hanno fatto sì che il fenomeno si presentasse anche in questo periodo. Sale l’allarme per l'estate.

«Nella bocca secondaria della Sacca (sono due le aperture che portano al mare aperto, ndr) una draga è all’opera per ampliare l’apertura - ha spiegato ieri Diego Viviani, sindaco di Goro - Nei prossimi giorni dovrebbe essere approvato il progetto “Life”, un investimento di circa 4 milioni di euro utile per incentivare l’idrodinamismo e favorire il movimento e il flusso delle acque. La proliferazione delle alghe è una realtà e non si può interrompere perché ciò significherebbe stravolgere l'intero ecosistema locale. Quello che possiamo fare è, attraverso azioni mirate, tentare di tenere a bada la situazione».

Secondo Sergio Caselli di Lega Pesca, è lo Stato che dovrebbe farsi carico in prima persona della manutenzione ordinaria e straordinaria necessaria per garantire una situazione stabile ed evitare che si creino episodi simili a quelli dell'altra mattina: «Oggi sono stato (ieri per chi legge, ndr) a Goro e ho parlato con le varie cooperative. Hanno detto - ha raccontato Caselli - che era da un po' che non si vedeva una simile invasione di alghe ma anche se non si vede, non significa che il problema non sia reale. Se lo stato si fa carico della manutenzione delle spiagge, perché non dovrebbe intervenire anche sulla Sacca di Goro? Una parte degli investimenti e delle spese toccano anche alle imprese ma da sole non possono fronteggiare tutto. Il clima è cambiato, i detriti si depositano più velocemente e senza entrare in tecnicismi, sono tanti i fattori da monitorare». «Il progetto “Life” - prosegue - non è un intervento capace di salvare la situazione da qui ai prossimi 40 anni; sarà sufficiente per qualche anno, quello sì, ma ciò non toglie che la manutenzione deve essere regolarmente eseguita». Vadis Pesanti di Federcoopesca, rimanda le dichiarazioni a venerdì pomeriggio quando il Comitato per la Sacca di Goro sarà a Ferrara per confrontarsi insieme alla Provincia su problematiche e interventi. Naturalmente sarà anche il giorno giusto per discutere, e eventualmente approvare, il già citato progetto “Life”. Di nostalgia per l'Impianto Biogas sfumato sembra non essercene tra gli abitanti del territorio: «Non era quella la soluzione al problema - ha ribadito qualcuno - e siamo contenti che il progetto sia saltato».

Samuele Govoni

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