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Omicidio del sottomura: 16 in Appello

Omicidio del sottomura: 16 in Appello

I giudici confermano la responsabilità di Bouchaib, con uno “sconto” di 4 anni

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Condanna confermata, seppure con uno “sconto” di quattro anni, per uno degli imputati dell’omicidio del sottomura. Abbidi Bouchaib, il giovane marocchino che il 30 luglio scorso, con rito abbreviato, prese 20 anni di reclusione per aver partecipato al regolamento di conti mortale, è stato condannato in Appello a 16 anni.

Vittima della spedizione punitiva del 29 aprile 2012, il tunisino Tarek Hamad di 25 anni, colpito con una katana e morto dissanguato con l’arteria femorale recisa. L’omicidio avvenne poco prima delle 21, di fronte agli occhi di alcuni passanti terrorizzati. Un gruppo di persone, armate di catene, spranghe e armi da taglio, inseguì e aggredì a morte la vittima, mettendo fine nel modo più drammatico a una faida tra marocchini e tunisini cominciata qualche giorno prima. Per quel delitto altre cinque persone, tutte latitanti e irreperibili, sono state condannate all’ergastolo, un minorenne ha avuto 8 anni in abbreviato e un altro marocchino, Nabil Ben Abdenaby, è stato condannato a 21 anni in dibattimento.

Abbidi Bouchaib aveva invece scelto l’abbreviato, e si era difeso sostenendo di essere stato solo presente all’aggressione, senza aver inferto un colpo. Ma per il giudice di primo grado si era reso responsabile di concorso in omicidio, e lo aveva condannato (con sconto di un terzo per l’abbreviato) a 20 anni. Impostazione ribadita anche dai giudici di secondo grado che, seppure riconoscendo maggiori attenuanti, ne hanno confermato la colpevolezza. Alla famiglia della vittima, costituita parte civile attraverso l’avvocato Massimo Bissi, era stato inoltre riconosciuto un risarcimento provvisionale di 50mila euro.

Alessandra Mura

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