2015, l’anno dei cantieri post terremoto
La Regione ha approvato il progetto di recupero di Palazzo Massari, la mappa dei lavori dai Diamanti alla Prospettiva
A pochi giorni dal secondo anniversario del terremoto del 20 maggio 2012, oltre ai bilanci su quanto è stato fatto in termini di ricostruzione, si sta già affrontando la fase 2. I tecnici la definiscono quella del consolidamento, una volta messi in sicurezza i principali edifici e monumenti pubblici del centro storico di Ferrara, gravemente lesionati dalle devastanti scosse di 2 anni fa.
Partiamo da Palazzo Massari, la struttura che in assoluto ha subito i danni più grossi dal sisma con l’annessa palazzina dei Cavalieri di Malta. La novità importante è che la Regione ha approvato il progetto del Comune per il complesso rifacimento dell’edificio, un via libera che contiene comunque alcune prescrizioni sul lato economico mentre non c’è nulla da eccepire sulla parte tecnica. L’iter comunque andrà avanti ancora alcuni mesi, il tempo delle risposte e del definitivo rilascio delle autorizzazioni, a fine anno sarà pronto il bando che verrà assegnato a chi farà l’offerta economicamente più vantaggiosa. Giusto per la primavera del 2015, se non sorgeranno imprevisti e intoppi burocratici, prenderanno il via i lavori di consolidamento del tetto, dei solai e delle pareti per un importo di 2,6 milioni di euro, di cui un milione coperto dal Comune con i fondi assicurativi, mentre il rimanente sarà a carico della Regione. Secondo le stime dell’architetto Natascia Frasson, saranno poi necessari altri interventi nel 2016 per la messa a norma dell’impiantistica. Non prima del 2017 le tele dei tre musei: Boldini, De Pisis e dell’Ottocento potranno tornare nella loro dimora. Proprio in questi mesi verrà perfezionato il passaggio di questi capolavori dell’arte ferrarese nel percorso museale del Castello Estense per almeno un biennio.
Anche l’altro tempio dell’arte ferrarese, Palazzo Diamanti, necessita di lavori importanti di ristrutturazione, pur essendo agibile al pubblico sia nel percorso espositivo del piano terra, sia al piano superiore con la Pinacoteca nazionale. Soprattutto il salone d’onore deve essere ristrutturato.
Ma i turisti che verranno a Ferrara per l’Expo 2015 troveranno altri numerosi cantieri in città. A cominciare dalla Prospettiva di corso Giovecca al muro di cinta di parco Pareschi dove una grossa pigna marmorea cadde in quella tragica notte del sisma su un’auto in sosta, un’immagine che diventò uno dei simboli del terremoto a Ferrara.
Il prossimo anno partirà anche il cantiere per completare definitivamente il restauro di palazzo Schifanoia, soprattutto l’ala trecentesca rimasta ancora inagibile. Stesso discorso di tempistica per Porta Paola, con un intervento da un milione di euro in una struttura già compromessa in precedenza.
In calendario c’è anche il cantiere per il ripristino dell’ex Mof da troppo tempo abbandonato a se stesso.
Oltre al Comune anche la diocesi di Ferrara-Comacchio avrà un 2015 particolarmente impegnativo sul piano dei cantieri post sisma. Al momento sono ancora 16 le chiese del centro storico chiuse ed inagibili per i gravi danni subiti dal sisma e anche in questo caso c’è un problema di preservare le opere artistiche, molte di pregio, custodite al loro interno.
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