Arcigay sponsor della squadra di rugby
Accordo con i Rooster. Ma c’è un problema: agli atleti manca il nulla osta del Cus Ferrara
Cercavano uno sponsor per andare a giocare a rugby in Germania e hanno trovato la piena disponibilità di Arcigay. La novità assoluta ha una matrice tutta ferrarese. La squadra si chiama The Roosters (galletti) ed è formata da giocatori del Cus Ferrara Rugby; alcuni di loro qualche settimana fa si sono trovati quasi casualmente a parlare dell’importante torneo internazionale di rugby a 7 - che si gioca a Monaco in settembre e rientra tra le manifestazioni collaterali dell’Oktoberfest - con Salvo Finistrella, che fa parte del direttivo provinciale Arcigay e frequenta la palestra del Cus. Così, tra una chiacchiera e l’altra, è spuntata fuori l’idea che a sponsorizzare i Rooster potesse essere proprio Arcigay. L’idea è stata comunicata a Flavio Romani, che è presidente nazionale Arcigay ed è pure lui ferrarese. Per i Roosters le trattative - se così si possono definire - le ha condotte soprattutto Alberto Fogagnolo, che ha rilasciato una dichiarazione a Repubblica.it: «Il torneo comincerà a settembre a Monaco di Baviera, a ridosso dell’Oktoberfest. Il rugby a sette, rispetto a quello a 15, è molto spettacolare. È entrato pure a far parte anche degli sport olimpici». Nessun problema, per lui e i suoi compagni, a indossare la maglietta arcobaleno e la scritta “Arcigay” bene in mostra.
La casacca dei Roosters però non è ancora definita. La scelta della divisa verrà fatta sabato 17 in piazza San Nicolò, dove Arcigay dà appuntamento ai ferraresi in occasione della giornata mondiale contro l’omofobia. Ci saranno anche i Roosters per raccogliere fondi (Arcigay non è ricco e la sponsorizzazione di alcune centinaia di euro non coprirà la trasferta) e per far scegliere ai cittadini la maglietta tra una serie di bozze disegnate in questi giorni. Nel gazebo saranno in vendita le magliette con lo slogan della campagna contro l’omofobia avviata in Australia: “It’s not who you are, it’s how you play the game”( Ciò che conta non è quello che sei ma come giochi)
«Sono stati proprio i ragazzi del Cus Ferrara a proporre ad Arcigay di fare da sponsor - dice Flavio Romani - , mi è sembrata subito un’ottima idea, perché quello dell’omosessualità è un argomento delicato nello sport, anche se il mondo del rugby è più aperto e dialogante di altri. È molto importante poi che a far discutere di temi come l’omofobia e i diritti degli omosessuali non siano associazioni che di questo si occupano, ma un gruppo di atleti e di ragazzi eterosessuali che condividono la battaglia contro ogni tipo di discriminazione sessuale».
Tutti contenti? Non proprio. Al Cus Ferrara Rugby l’aria non è proprio serena. E a guastarla non è la faccenda dello sponsor Arcigay. Carlo Trombetta, responsabile della sezione Rugby del Cus, mette subito in chiaro le cose. Anche lui condivide la battaglia contro ogni forma di discriminazione: «L’iniziativa dei ragazzi è lodevole». Il problema è che la squadra dei Roosters è nata all’insaputa del Cus, che nulla sapeva fino a ieri nemmeno della trasferta a Monaco.
I ragazzi - spiega Trombetta - sono tesserati con una società iscritta alla serie B italiana, e non possono giocare dove, come e quando vogliono senza il nulla osta del Cus.
«Se qualcuno si fa male, si infortuna seriamente - esemplifica Trombetta - le conseguenze ricadono anche sul Cus». Trombetta capisce che i ragazzi si siano fatti trascinare dalla voglia e dall’entusiasmo di andare a giocare un torneo internazionale, ma non per questo accantona il rispetto delle regole.
«Se ce ne avessero parlato prima - afferma il dirigente del Cus - avremmo potuto concordare e decidere insieme, avremmo anche potuto caldeggiare le loro iniziativa di andare a Monaco. Ora invece dovremo chiedere spiegazioni e valutare bene la situazione che si è creata». Trombetta non vuole farne un dramma, non è successo il finimondo, ma resta il fatto che per andare a giocare con un altro nome (Rooster) e in un altro stato (Germania) servono autorizzazioni preventive. Martedì il direttivo del Cus Rugby ha convocato Fognagnolo, per avere da lui spiegazioni.
Marcello Pradarelli
