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spacca tutto e dà gomitate e calci ai militari

Entra in casa della ex e picchia i carabinieri

Entra in casa della ex e picchia i carabinieri

Arrestato e processato giovane romeno: il fatto accaduto in via Sgarbata la scorsa notte

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Voleva entrare a tutti i costi nella casa della ex compagna: prima rompendo un vetro della porta per entrare, poi aggredendo i carabinieri e, non dissuaso, tentava di nuovo di andare in casa della donna, non certo per una serenata. Così in una casa di via Sgarbata, i carabinieri del Nucleo operativo e Radiomobile hanno arrestato l’uomo, N.I., rumeno di 33 anni che era visibilmente ubriaco. A chiamare i carabinieri era stata la stessa donna che, in difficoltà, aveva paura che l’uomo entrasse in casa. Giunti sul posto, i carabinieri notavano subito nelle vicinanze l’uomo che - come riferito dalla donna - poco prima aveva rotto il vetro della porta d'ingresso dell'abitazione, urlando e sbraitando nel tentativo di entrare in casa. Anche alla presenza dei carabinieri, l'uomo proseguiva nel suo atteggiamento violento, con urla, insulti e minacce alla ex, minacciandola che sarebbe entrato in casa. Veniva fatto arrivare anche il 118, ma l’uomo riusciva ad allontanarsi. Giusto il tempo di tranquillizzare la donna e l’uomo è tornato di nuovo davanti la casa e non visto dai carabinieri, nascosti, tentava di entrare in casa dalla porta che aveva già rotto: i militari sono intervenuti e uno di loro è stato colpito con una gomitata al petto e si accasciava a terra mentre il romeno cercava di colpire con dei calci gli altri che riuscivano a schivare i colpi e, a fatica, lo immobilizzavano. Accompagnato verso l’auto dei militari, l’uomo sferrava colpi sulla portiera ammaccandola. Accompagnato in caserma è stato arrestato per resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato. Il militare ferito, dopo essere ricorso alle cure dei sanitari, è stato medicato e refertato con tre giorni di prognosi.

L'uomo arrestato è stato trattenuto in camera di sicurezza, processato per direttissima: ha patteggiato una pena di 8 mesi e il giudice ha deciso la remissione in libertà.