“Racconti d’amore” Quattro storie per potersi conoscere
Elisabetta Sgarbi ha fatto visita alla redazione della Nuova Poi la proiezione in anteprima nazionale del film all’Apollo
«Corrado Govoni andrebbe ristampato, è molto difficile trovate le sue opere». Da brava direttrice editoriale il primo commento a caldo di Elisabetta Sgarbi, davanti a un verso del poeta conterraneo stampato su una delle pareti della Nuova Ferrara, è proprio questo. Lei, che oltre ad occuparsi di letteratura, è da sempre appassionata di cinema proprio ieri ha presentato in anteprima nazionale a Ferrara i suoi "Racconti d'amore", visionabile al cinema Apollo anche nei prossimi giorni. Prima del suo ingresso in sala ha però voluto visitare la redazione. Non è venuta sola all'appuntamento ma in compagnia del cast che con lei pochi minuti dopo ha incontrato il pubblico. Erano dunque presenti le attrici Elena Radonicich, Ivana Pantaleone, Anna Oliviero, l'attore e autore Tony Laudadio, Maurizio Giberti e l'aiuto regista Eugenio Leo. Parte del cast, insieme ai direttori della fotografia Elio Bisignani e Andrés Arce Maldonado, ha dunque partecipato ad una serata che è stata importante su diversi fronti. Innanzi tutto le storie narrate sono strettamente legate al nostro territorio, anzi diciamo pure che qui affondano profondamente le loro radici e in secondo luogo, c'è un ritorno al passato ma senza gli occhi della nostalgia, piuttosto si potrebbe dire: visto dal futuro. «Le quattro storie che racconto - aveva affermato nei giorni scorsi la Sgarbi - anche se legate a un contesto storico, non sono solo del passato, ma ci dicono, credo, qualcosa di come siamo e di quello che desideriamo. Micol non è solo un personaggio storico del passato, amata da Giorgio Bassani, ma è una figura che accompagna gli amanti, ogni amante, ogni perdita e ogni speranza». I luoghi di "Racconti d'amore" sono frammentari. La provincia ferrarese e emiliana in genere è così: tutto si mescola ma, al contempo, ogni realtà ha i proprio profumi, la propria identità e questo Elisabetta Sgarbi ha saputo raccontarlo.
Samuele Govoni
