Soldi non spesi, è polemica
Sapigni (Comune): voci rigide per il sociale. Cgil, Cisl e Uil all’attacco
La spesa sociale in provincia di Ferrara è, anno dopo anno, inferiore all’ammontare delle risorse disponibili, a causa del “risparmio” di parte del Fondo regionale dell’autosufficienza. Somme anche rilevanti, tra 5 e 7 milioni negli ultimi anni, non vengono spese nel bilancio corrente ma portate a “residuo” nell’anno successivo. «Una vergogna, in un territorio così colpito dai bisogni dei più deboli, che dovrebbe finire sulle prime pagine dei giornali» è tornato a tuonare ieri Giuseppe Fornaro (Valori di sinistra), che un paio di giorni fa ha sollevato il caso. E anche il documento “elettorale” dei sindacati parla dell’esigenza di «spendere tutte le risorse evitando il paradosso dei residui attivi del fondo per la non autosufficienza». Anche nel 2014, infatti, riporta un residuo dall’anno precedente di 5.537.899,20 euro, su un totale risorse destinate alla non autosufficienza di oltre 45 milioni. «Sono tanti questi residui? A me non pare, in assoluto, e comunque si tratta di soldi accantonati, non persi, per essere utilizzati in caso di tagli improvvisi di risorse - è la valutazione di Chiara Sapigni, assessore alla Sanità, che ieri ha partecipato ad un summit sulla programmazione 2014 - Per quanto riguarda la somma di cui parla Fornaro (tre milioni e 675mila euro per Ferrara-Copparo sui 7,5 totali per la provincia, nel 2012, ndr), a noi risulta una cifra inferiore». In sostanza, è la difesa del Comune, una quota dei soldi non va spesa perché le voci di bilancio sono rigide, la Regione sconsiglia impegni difficilmente reversibili (i posti letto in Rsa, una volta creati non possono sparire l’anno dopo, anche se il finanziamento non c’è più) e la programmazione nazionale precaria. «Quest’anno per la prima volta abbiamo la possibilità di programmare, quindi contiamo di ridurre il residuo» è l’auspicio di Sapigni.