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«Bastardi, e non chiedo scusa a nessuno»

«Bastardi, e non chiedo scusa a nessuno»

Morghen (M5S): non siamo corretti? Hanno iniziato loro. Qui non ha governato la Dc? Il metodo è quello, interessi personali

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In assenza di Beppe Grillo, ci ha pensato Ilaria Morghen a dare fuoco alla campagna elettorale dell’M5S. Sfruttando i novanta secondi sul palco del maxi-comizio bolognese di qualche giorno fa del suo leader, il candidato sindaco grillino ha esploso una raffica proiettili verbali nei confronti, in particolare, del Pd e del sindaco Tiziano Tagliani, che montando giorno dopo giorno sul web “grazie” anche alle risposte degli avversari, si è conquistata un posto d’onore nel rush finale verso il voto. Lei si dice soddisfatta del risultato ottenuto («vedrete che in tanti verranno al comizio del 22 maggio, anche gli organi d’informazione») e, richiesta di spiegare le sue parole, non fa passi indietro: «Chiedere scusa per quel “bastardi”? Neanche per sogno, sono gli altri che si devono scusare per come hanno ridotto questa città: se qualcuno si è sentito offeso vuol dire che ha la coda di paglia. Del resto - è l’unica “attenuante” che richiede - avevo un minuto e mezzo per sintetizzare la mia campagna elettorale di fronte a migliaia di persone, un contesto che dà una carica incredibile. Continueremo così, anche usando parole forti perché conta solo che il messaggio arrivi. E poi hanno cominciato loro a non mostrarsi politicamente corretti nei nostri confronti». Il riferimento è alla vicenda degli spazi elettorali per i banchetti, come ormai noto regolamentati dal Comune in maniera piuttosto rigida, e che sono stati oggetto di contestazione da parte di tutti gli altri candidati a sindaco, con un sit in ai piedi dello Scalone.

Ancora nessuno prima di lei, invece, si era spinta a raccontare la storia di Ferrara del dopoguerra con queste parole, «sono sessantotto anni che governa la Democrazia cristiana...». Morghen, e il Pci-Pds-Ds eccetera dov’è finito? «Sono tutti uguali, per noi sono tutti uguali. Qui il comunismo non c’è mai stato, il metodo di governo è sempre quello, basato sugli interessi personali». Quanto al «primato della provincia con più alta mortalità per cancro», detto non da politico ma «da medico», la candidata grillina invita «ad andare a consultare il registro tumori di Ferrara, che è fatto molto bene: per il tumore al polmone siamo secondi solo a Genova, e siamo al vertice anche per i tumori femminili. Del resto, hanno costruito a Cona un ospedale che durerà molto meno dei 100 anni previsti, e questo è gravissimo».

Chiusura sulla «merdosa scuola statale» del figlio che «veniva giù per il terremoto»: il riferimento, spiega ora, era in generale alla scuola pubblica, «ce ne sono 3.000 in Italia ancora piene di amianto».

Stefano Ciervo

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