Bruciò l’auto del vicino dopo un furioso litigio
Comacchio, successe nel 2011 in via dei Fiocinini: ieri la condanna a 10 mesi Inchiodato dalle prove: per procurarsi benzina chiese al bar un prestito di 5 euro
COMACCHIO. Alla fine è stato condannato, per aver dato fuoco all’auto di un comacchiese come lui, per vecchie ruggini, liti e botte prese. Per Alex Angerillo, 25 anni, il giudice Debora Landolfi ha sentenziato con 10 mesi di condanna per le fiamme che innescò gettando benzina sull’auto di Fabio Brasili, davanti casa sua, in via dei Fiocinini, nel centro di Comacchio. Era la sera del 30 agosto 2011, e nonostante la difesa del suo legale, che ha presentato come tesi la mancanza di prove sulla identificazione di chi innescò le fiamme sul cofano della macchina, contro Angerillo vi erano riscontri a bizzeffe: come del resto ha sottolineato ieri il pm Filippo di Benedetto, facendo leva anche sul pericolo che quelle fiamme avrebbero potuto innescare un incendio ben più grave. A portare all’attenzione dei giudici in aula, ieri mattina, è stato anche il fratello della «vittima» dell’incendio che ha raccontato che poco prima del rogo, aveva ricevuto un telefonata da un amico che era al bar con Angerillo, il quale gli disse: «Guarda che Alex ha appena chiesto in prestito 5 euro per far benzina, perchè vuol dar fuoco all’auto di tuo fratello». Alex Angerillo arrivò sotto casa di Fabio Brasili e venne visto mentre gettava benzina sopra il cofano della macchina, dal fratello Alessandro che sentito arrivare un motorino si affacciò credendo fosse un altro dei loro fratelli. Invece era Angerilo che gettò la benzina, diede fuoco e scappò. Ieri al processo sono sfilati in aula i fratelli Brasili reclamando i danni subiti (3000 euro alla macchina) che riuscirono ad attenuare perchè intervenuti subito per domare le fiamme, con coperte e secchi d’acqua. Il motivo di questo gesto? Poco tempo prima, spiega Fabio Brasili, litigò con Angerillo e lo picchiò davanti agli amici: un’affronto da ‘lavare’ con la benzina. (d.p.)