«Metodi siciliani» per l’estorsione Due condannati
Carmelo Commendatore, siciliano, è morto durante il processo e i giudici non hanno potuto che prenderne atto. Era accusato di aver minacciato - estorsione - con modi illegali, solo a parole, un...
Carmelo Commendatore, siciliano, è morto durante il processo e i giudici non hanno potuto che prenderne atto. Era accusato di aver minacciato - estorsione - con modi illegali, solo a parole, un imprenditore ferrarese dicendogli che essendo incaricato di un recupero crediti, se non si fossero messi d’accordo, avrebbe usato «metodi siciliani». Lui, famoso per essere stato condannato a 13 anni per il sequestro Fava, a Cento, a fine anni '70, ha messo nei guai altre tre persone. Una aveva già chiuso in abbreviato (Gianluca Vitali), ieri la condanna di Angelo Arena (amico di Commendatore) alla pena di 2 anni e 8 mesi, e di Elvio Rovelli, imprenditore che incaricò Commendatore, alla pena di 1 anno e 8 mesi con l’attenuante della sua condizione psicologica, compromessa, perchè per non far fallire la propria ditta, dopo 40 anni d’attività cercava disperatamente soluzioni, e recuperare crediti. Tutto ruota attorno ad un imprenditore ferrarese fallito, vittima costituita parte civile con l’avvocato Linguerri. Per cercare di recuperare crediti che vantavano da lui, gli inprenditori coinvolti di affidarono a Commendatore che si presentò sotto casa della vittima dicendo che non avrebbe voluto usare «metodi siciliani». Ieri la condanna dei giudici Marini, Attinà e Testoni, su richiesta del pmTittaferrante.