“Una nuova scintilla” grazie a Rita
La Bertoncini presenta il lungometraggio sulle donne e il fascismo
Rita Bertoncini non ne vuole sapere di essere definita regista. Lei ama sentirsi ed essere pensata come artigiana, esattamente come suo nonno che quando aveva una tipografia clandestina in via Carlo Mayr durante il ventennio fascista, metteva assieme caratteri e lettere, e così fa lei ora, unendo sequenze per formare documentari. La realizzazione del suo lungometraggio (66 minuti), Una nuova scintilla, inizia quando, nel 2010, Rita impara per caso che suo nonno era partigiano combattente. Il titolo deriva dall’organo di stampa della Federazione comunista e socialista.
Durante la nostra conversazione, Rita fa notare che nel percorso di approfondimento di tre anni che l’ha portata a realizzare il lungometraggio, a Ferrara l’antifascismo univa persone dalla provenienza politica più diversa: da monsignor Ruggero Bovelli a Giorgio Franceschini oltre, ovviamente, a rappresentanti dell’area socialista e comunista. Una nuova scintilla affronta il tema della Resistenza secondo un’ottica originale, né faziosa, né retorica: analizza il ruolo della stampa clandestina e delle donne. La Bertoncini, grazie all’Anpi e a Daniele Civolani ha raccolto varie testimonianze di partigiani, tra cui quella di Lidia Bellodi, che partecipò all’assalto del Municipio di Bondeno nel 1945: un gesto d’amore silenzioso, come lo definisce la Bertoncini. Uno dei tanti atti d’amore compiuti dalle donne. Altra testimonianza importante quella di Velia Evangelisti Caleffi, altra partigiana e combattente. Il lungometraggio è dedicato a Silvana Lodi, talmente attiva da essere conosciuta con il nome di “tenente” ma poi ingiustamente dimenticata. La tesi interessante del film è supportata dalla testimonianza di Ormea Lupi, la quale asserisce che le donne ebbero sì un ruolo importante nella lotta al fascismo, ma perché ritenute inferiori. Nessuno infatti le fermava, perché non si sospettava che una contadina o una ragazza potesse nascondere munizioni o messaggi.
I testi sono di Sara Macchi, le voci off di Eugenio Squarcia e Rosa Cristofori Solitario, musiche di Squarcia, Jacques Lazzari e Giacomo Marighelli. Il lungometraggio sarà proiettato domani alle 18 al Boldini.
Veronica Capucci
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