«Continueremo a investire sulla cultura»
Presentata ieri mattina una ricchissima stagione. L’assessore Maisto: proposta varia, articolata e di altissima qualità
di FABIO ZIOSI
In un Ridotto letteralmente pieno di giovani è stata presentata ieri la stagione 2014-2015 di prosa del Teatro Claudio Abbado. Come è giovane la figura che appare sulla copertina del programma, una sorta di sirena immersa nell’acqua, che ha fuori solamente gli occhi e cerca - facendo il suo mestiere - di attirarci e farci entrare a teatro. Un’attrazione che ha funzionato se, come hanno detto Roberta Ziosi e Marino Pedroni, rispettivamente presidente e direttore artistico della Fondazione Teatro, gli spettatori della prosa sono aumentati come confermano gli abbonamenti passati dai 2081 dell’anno 2012-13 ai 2506 del 2013-14, ma sono cresciuti anche gli spettatori entrati con i biglietti e sono cresciuti i giovani nel complesso delle varie stagioni. Insomma la soddisfazione c’è tanto che Pedroni ha detto «Noi andiamo discretamente bene rispetto a tanti altri teatri». Anche l’assessore alla Cultura e vicesindaco Massimo Maisto ha espresso soddisfazione e ha voluto subito precisare che «non è vero - come è stato scritto e detto - che il teatro di Ferrara è tra i più costosi dell’Emilia Romagna. Anzi, il nostro teatro è tra i più virtuosi, nel segno della formula: conti a posto e buona qualità».
Se le scelte della passata stagione hanno premiato, si è cercato di ripetere la formula: «Una proposta varia e articolata, una linea artistica molto attenta sia alle novità che stanno trasformando la scena italiana che alle suggestioni che vengono da altri paesi». Nei dieci titoli in cartellone vi è un grande spazio per il teatro contemporaneo come è il lavoro che apre la stagione, “Il visitatore”, con in scena Alessandro Haber e Alessio Boni con un Freud che riflette sul senso del male o il Teatro dell'Elfo che presenta un testo di Peter Morgan “Frost/Nixon” che racconta come il giornalista americano riuscì a far ammettere pubblicamente il coinvolgimento del presidente americano nel caso Watergate. E potremmo andare avanti con “L'invenzione della solitudine” di Paul Aster che riporta a Ferrara Giuseppe Battiston, ormai diventato uno degli attori cinematografici italiani di maggior successo, ma che non ha mai rinunciato al teatro e che venne a Ferrara tanti anni fa, ancora poco conosciuto.
Questa commistione di teatro, cinema e televisione di molti dei protagonisti della stagione (Boni, Haber, Battiston, Silvio Orlando, Stefano Accorsi, Pierfrancesco Favino), normale in altri paesi, soprattutto in Gran Bretagna e Usa, sta pian piano decollando anche in Italia, rompendo schemi che oramai hanno ben poco senso: la scelta decisiva deve essere quella della qualità. Così è con "La Scuola" con la regia di Daniele Lucchetti, un remake di "Sottobanco" del 1992 con Silvio Orlando che torna in città con una piece che ha avuto grande successo sul piccolo e grande schermo e, visto che i mali della scuola sono sempre gli stessi, repetita iuvant. Ma non mancano neanche i classici e per niente “imbalsamati” visto che, ad esempio, “Il gioco delle parti” di Pirandello esce dalle mani di Umberto Orsini, un attore che non ha paura a me. ttersi in gioco. «Questa stagione, ma anche il teatro nel suo complesso - ha detto Maisto - non si rivolge a poche persone ma è un teatro che ha fatto 60-70mila presenze, senza contare i vari intrecci e usi che lo mettono in contatto con la città e tutte le sue realtà, con la scuola e l'associazionismo. E il Comune continuerà ad investire sul teatro».