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Copparo, le richieste Cna ai candidati sindaci

Copparo, le richieste Cna ai candidati sindaci

COPPARO. Ai candidati sindaci alle elezioni amministrative del 25 maggio parte da parte della Cina della zona dell'Unione Terre e Fiumi una chiaro segno di discontinuità rispetto al passato sull'econo...

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COPPARO. Ai candidati sindaci alle elezioni amministrative del 25 maggio parte da parte della Cina della zona dell'Unione Terre e Fiumi una chiaro segno di discontinuità rispetto al passato sull'economia locale.

Con un monitoraggio del tessuto imprenditoriale e una visione strategica a lungo ternime in un momento di crisi come quello attuale. Lanciano questo forte appello la presidente di zona della Cna, Federica Bordin (di professione consulente aziendale e dirigente della coop sociale Scs legata a Cna) e il segretario Luca Grandini: entrambi giovani e sensibili a temi come «La ricerca e la sperimentazione per creare lavoro e nuova occupazione-dicono tra l'altro- per il futuro anche progetti innovativi su cultura, il digitale, e-maker. Interventi per diffondere la cultura d'impresa nei giovani, con adeguati pacchetti strutturati». La Cna di zona conta 550 piccole imprese, molte anche prese dal morso della crisi, superandola se però, dicono ancora i dirigenti, «per una prospettiva di crescita, se c'è vera semplificazione di regole e tariffe, forte sburocratizzazione, razionalizzare si può, senza risorse aggiuntive, per eliminare costose diseconomie. E affitti non speculativi. Di recente col comune c'è stato un accordo per non aumentare gli spazi del palazzo del tessile. L'Unione dei comuni? Va bene, ma finora non vi sono chiare ricadute efficaci per imprese e cittadini. Bisogna interagire anche l'università, con altri territori di altre regioni, nel momento in cui su supera l'ente provincia. E mettendo in rete telematica le piccole imprese. Vogliamo un confronto vero con gli amministratori condivisione, anche sui bilanci comunali in alcuni casi. Aver meno risorse, non può essre un alibi per non fare. Occorre combattere abusivismo, agevolare la piccole imprese anche con nuove infrastrutture e viabilità ordinaria migliore. Infine-concludono- un maggior accesso al credito bancario, ora quasi chiuso troppo selettivo. Mentre la disoccupazione giovanile nel Ferrarese e' bel del 33%, contro una media regionale del 33%. Da qui l'importanza per fortuna del sostegno di Confidi». (f.c.)