Orfeo e Euridice
La rappresentazione si ispira alla Orphei Tragoedia, che Tissoni Benvenuti ha attribuito a M. M. Boiardo, sia pure con formula dubitativa. La messa in scena è basata sulla contrapposizione tra il...
La rappresentazione si ispira alla Orphei Tragoedia, che Tissoni Benvenuti ha attribuito a M. M. Boiardo, sia pure con formula dubitativa. La messa in scena è basata sulla contrapposizione tra il mondo georgico delle Drìadi, ninfe degli alberi, e quello feroce delle Menadi. L’andata e ritorno dagli Inferi del cantore è qui soltanto richiamata, mentre un corteggio fa ingresso nella piazza. Poi il Coro delle Drìadi annuncia la morte di Euridice, sposa di Orfeo, danzando e recitando alcuni bellissimi versi di mano (forse) boiardesca. Segue il Lamento di Orfeo che ha già fatto il suo sfortunato ritorno dall’Orco e proclama la sua rinuncia alla compagnia femminile. Un gruppo di Menadi danza una drammatica uccisione del cantore per punirlo del suo divorzio dal sesso femminile. Dopo si forma il corteo funebre che esibisce il corpo di Orfeo.