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Una risonanza rivoluzionaria: le Università di Ferrara e Detroit insieme al lavoro

Una risonanza rivoluzionaria: le Università di Ferrara e Detroit insieme al lavoro

La nuova tecnologia consente di vedere i vasi sanguigni escludendo tutti gli altri organi Nell’equipe i professori Haacke (l’ideatore americano), Zamboni (S. Anna), Gambaccini (Fisica), Giganti (Radiologia)

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Sul computer un fitto reticolo di linee rosse gira e rigira su se stesso. «Che cos'è?». «È l'immagine computerizzata di un feto ‘ripreso' nell'utero materno - spiega il prof. Paolo Zamboni, direttore del Centro di malattie vascolari dell'ospedale S. Anna - La tecnologia che stiamo utilizzando ci ha consentito di escludere qualsiasi organo e tessuto della madre e del feto stesso, tranne i suoi vasi sanguigni». Il tracciato è nitido, proiettato su uno schermo dietro le spalle dei ricercatori ce n'è un altro in versione maxi che mostra come viene irrorato dal sangue un cervello umano.

L'ideatore di questo sistema di imaging, che si fonda su un uso avanzatissimo della tecnologia di risonanza magnetica, è il prof. Mark Haacke, fisico della Wayne State University di Detroit, ospite per alcune settimane, come visiting Copernicus Scientist, dell'Università di Ferrara. Haacke ieri era ad Albarella (Ro) per partecipare ad un convegno incentrato sulle innovazioni in flebologia, durante il quale si parla anche del nuovo pletismografo cervicale messo a punto grazie agli studi del prof. Zamboni.

L'impianto sarà presto indossato da un'astronauta italiana nello spazio nell'ambito di un progetto che coinvolge le due agenzie spaziali Asi e Nasa, interessate alla misurazione dei flussi sanguigni in assenza di gravità. Zamboni e Haacke si sono conosciuti dopo che il ricercatore ferrarese ha iniziato a coltivare gli studi sul rapporto fra Ccsvi e sclerosi multipla. In queste settimane i due scienziati hanno iniziato a seguire un progetto «che vede collaborare con il professore statunitense un gruppo di ricercatori dell'azienda S. Anna e di Unife, concentrati su diverse specializzazioni», spiega Mauro Gambaccini, ordinario del Dipartimento di Fisica. E proprio l'esigenza di migliorare «il sistema già impiegato a Detroit avvalendosi di contributi multidisciplinari, in particolare nell'ambito della fisica e nel campo vascolare - prosegue Gambaccini - ha portato Haacke a Ferrara». Il gruppo di lavoro ruota attorno alle specializzazioni di Zamboni, di Gambaccini e del radiologo Melchiore Giganti.

Assieme a loro operano alcuni giovani: gli specializzandi Fabrizio Albarello ed Edoardo Raimondi, il dottore in fisica Giacomo Gadda e un medico interessato alla specializzazione, Matilde Zamboni, figlia di Paolo. «Il S. Anna è l'unico centro europeo che sta lavorando sull'implementazione di questa tecnologia», annuncia il prof. Zamboni. Che precisa: «Siamo nella fase iniziale di un percorso che si fonda su due progetti finanziati dal Miur e dall'Asi e che potrebbe aprire la strada ad importanti risultati nell'ambito delle malattie neurovascolari e periferiche. La tecnologia non è invasiva e non utilizza nè cateteri nè radiazioni». Haacke si concede anche una battuta: «Forse riuscirà a farci capire perchè gli italiani sono così allegri». (gi.ca.)