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Aziende virtuose premiate Cna promuove la ricerca

Aziende virtuose premiate Cna promuove la ricerca

La cerimonia nella sede di via Caldirolo. Merli: «Più rapporti con l’Università» Govoni (Camera di Commercio): «Non costiamo un euro allo Stato»

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Ieri mattina alla Cna sono state premiate le imprese che la Confederazione artigiana e il suo ente di formazione Ecipar hanno selezionato, ossia quelle connotate dall’utilizzo delle migliori pratiche manageriali, organizzative e produttive.

Prima della consegna dei premi, gli interventi del direttore Corrado Merli e del presidente della Camera di Commercio Paolo Govoni sono tornati sui temi affrontati dalla categoria e dal mondo produttivo negli ultimi giorni: il rapporto con l’altra organizzazione artigiana (Confartigianato) e il rischio smantellamento delle stesse Camere.

In fatto di innovazione, la visione dell’associazione di via Caldirolo è molto lontana da quella di viale Veneziani. «Secondo Confartigianato si perde troppo tempo a parlare di ricerca e innovazione mentre non si parla di problemi concreti – ha detto Merli –. E invece, quando si nomina la ricerca non si deve pensare a dieci scienziati che in un laboratorio fanno esperimenti con topolini, cavie e provette fumanti: non c’è bisogno di grandissimi progetti, c’è bisogno di investire in marketing, in relazioni, in rapporto con l’Università, bisogna inserirsi in filiere produttive».

Govoni ieri sera ha incontrato il Presidente del Consiglio Renzi, in Emilia Romagna per la campagna elettorale, e già in mattinata aveva ribadito che avrebbe perorato la causa della Camera di Commercio, come ha anche fatto nella lettera pubblicata pochi giorni fa sulla Nuova.

«Le imprese pagano solo nove euro al mese di diritto camerale, e il 73 per cento delle risorse spese nel 2012 sono state versate per il finanziamento a fondo perduto delle aziende. Non costiamo un euro allo Stato, ma in compenso restituiamo 82 milioni di euro in tasse. E allora questa è demagogia – ha attaccato –: a fronte di un risparmio di nove euro al mese, pensiamo a quale costo sosterrebbe un’impresa se dovesse chiedere gli stessi servizi al Comune anziché alla Camera».

«La mia - ha concluso il presidente della Camera di Commercio - non è certo la difesa di una rendita di posizione: molti imprenditori ferraresi stanno scrivendo al governo spiegando perché sono in campo a favore della loro Camera».

Gabriele Rasconi