Il futuro è in un caffè ai Diamanti
L’editoriale del direttore Stefano Scansani
La campagna elettorale da camera esiste. Ferrara riesce a far cose non ordinarie, alla sua maniera slow e umanistica. Ad esempio venerdì la campagna elettorale è diventata a misura d'ascolto: s'è parlato dell'universo-mondo della cultura e del turismo in una stanza della Confesercenti di via Darsena, con vocalizzi che non hanno superato più di sei voci: quelle dei tre candidati sindaco che per l'organizzazione di categoria potrebbero spuntarla al primo turno o al ballottaggio, quelle dei rappresentanti dell'organizzazione. Una campagna elettorale "da camera", in una dimensione normale nella quale quelle iperboli tipiche del gran comizio sono rimaste a casa loro. Così che Tiziano Tagliani per il centrosinistra, Vittorio Anselmi per Forza Italia e Ilaria Morghen per il Movimento 5 Stelle hanno parlato semplice, più o meno, del propellente principale di questa nostra città: la cultura, il sapere, il patrimonio storico-artistico e di conseguenza il turismo. Per restare nell'assetto della benedetta normalità e descrivere la situazione-condizione dell'accoglienza ferrarese è stato portato ad esempio il paradosso della tazzina.
"Oggi è impossibile prendere un caffè ai Diamanti". La provocazione è stata di Maria Chiara Ronchi, vicepresidente della Confesercenti con delega al turismo, nel corso di una relazione sullo stato dell'opera, cruda e necessaria per intuire le nostre insufficienze. La Ronchi ha coniugato l'equazione "più contenuti uguale e più turismo" al "più servizi, più cultura dell'accoglienza, più gentilezza ovvero più qualità". E di fatto nel Palazzo dei Diamanti, reale e decantata sede espositiva internazionale (mostre temporanee e pinacoteca nazionale), non c'è una caffetteria. Non sorridete. Non è una frivolezza. Si tratta di una lacuna. Ergo, la struttura- per funzionalità - è arretrata di qualche secolo rispetto ai luoghi d'esibizione dell'arte più aggiornati. La Ronchi ha messo in guardia i tre candidati sindaco, quando ha immaginato lo sgorgare di brillanti (e marziane) idee nell'imminenza delle elezioni: "Non sono queste che aspettiamo, anzi, ci insospettirebbero. Serve la continuità dei buoni progetti da sviluppare nell'ambito generale, altrimenti sarebbero molto fragili".
Di respiro e perimetro diverso le visioni dei tre candidati sindaco. La Morghen (che ha portato con se il suo specialista di cultura e turismo) immagina una città-parco, un museo in forma di città, con connotazioni sostenibili, energetiche, ambientaliste, tecnopopuliste. I grillini partendo dal concetto che "la cricca uccide la cultura" hanno in mente di fare tabula rasa dell'esperienza di Ferrara Arte aprendo i Diamanti alla contemporaneità anche locale. Dall'avventura del fumetto ai camerieri in costume medievale nei ristoranti. Dal canto suo Anselmi ha insistito sulla costituzione di un patto per la città "perché su certi obiettivi non possiamo più dividerci". Ha insistito sulla stravaganza (riconosciuta da lui, per primo) di trasferire a Comacchio il museo dei reperti di Spina di Palazzo Costabili, come per saldare città e territorio, la città estense al mare. Cosa che ha affermato il sindaco uscente Tagliani, premettendo l'impegno del Comune di garantire la regia del territorio una volta esaurita l'esperienza della Provincia. L'esponente del centrosinistra ha parlato della necessaria realizzazione dei due lati mancanti dei Diamanti, con strutture leggere a un solo piano per estendere i luoghi espositivi e i servizi (con lieta soddisfazione dell'agognata caffetteria). Ma non abbiamo un ministro tutto nostro?
Tagliani ha risposto indirettamente a chi nutre belle, immediate e ricche speranze nella ferraresità di Franceschini: "Conoscendo l'attenzione e l'equilibrio di Dario credo che lui sarà più ostacolo che facilitatore per certe eccessive aspettative". L'inziativa della Confesercenti dedicata a cultura e turismo è stata encomiabile perché il tema è strategico, perché è il propellente futuro e l'immagine nostra nel mondo. Principiando dalla tazza di caffè da prendere ai Diamanti. Entro e non oltre i prossimi cinque anni. Non è una frivolezza: siamo slow e umanistici, i candidati lo sappiano.
Stefano Scansani
s.scansani@lanuovaferrara.it
