Meloni e i tavoli da rovesciare
La presidente di Fdi arriva con l’auto d’epoca: «Devastati perché abbiamo preso ordini dall’Europa»
Sono una bandiera tricolore di dieci metri calata dal Castello e una gremita sala conferenze della Camera di Commercio a salutare la visita ferrarese di Giorgia Meloni, arrivata a bordo di una vecchia Fiat 1100. Le urne del 25 maggio, che segneranno il debutto di Fratelli d’Italia, si avvicinano e la sfida è prima di tutto continentale. «Abbiamo un disperato bisogno – dice la presidente del partito – di una classe politica che in Europa rovesci un paio di tavoli e difenda gli interessi nazionali. Negli ultimi anni è successo il contrario: abbiamo preso ordini e promesso di fare i compiti a casa, obbedendo a una politica che ci ha devastato, in termini di indici economici che sono tutti peggiorati». Nel mirino ci sono i governi guidati da Monti, Letta e Renzi; strali indirizzati soprattutto all’ex sindaco di Firenze, «ma si è mai visto un leader di una nazione sovrana andare a farsi approvare le riforme all’estero, come è successo all’attuale presidente del consiglio che ha portato il Jobs Act in visione alla Merkel?», chiede in forma retorica la Meloni. Tra i cavalli di battaglia di Fratelli d’Italia c’è l’opposizione all’euro, alla ricerca di una uscita concordata dalla moneta unica: «Non è una questione ideologica: alle condizioni attuali non ci conviene perché favorisce solo la Germania». Poi l’immigrazione: «C’è una responsabilità della nostra classe politica o meglio di chi ha abolito il reato di clandestinità e della demagogia da salotto della sinistra – osserva l’ex ministro e ancora prima vicepresidente della Camera – però l’Unione Europea si volta dall’altra parte rispetto agli sbarchi sulle nostre coste, invece di caricarsi i costi come dovrebbe e di ridistribuire gli immigrati sui territori dei 28 stati membri”. Sostegno assicurato infine al candidato sindaco Vittorio Anselmi, presente assieme allo stato maggiore locale di Fdi (in testa Balboni, Spath e Malaguti, «una classe dirigente che da Ferrara ha conquistato l’Emilia-Romagna», è il bollino rilasciato dalla presidente) e ai militanti: «Non esistono battaglie perse in partenza, sono i cittadini con il loro voto a decidere».
Fabio Terminali
