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«Ribellarsi per non morire»

«Ribellarsi per non morire»

Comacchio, manifestazione ieri nel Mezzano organizzata dal Comitato sicurezza stradale Paglierini

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COMACCHIO. Sono state molte le persone che ieri hanno voluto partecipare alla manifestazione di sensibilizzazione e protesta indetta dal Comitato per la Sicurezza Stradale “F. Paglierini”, presieduto da Luigi Ciannilli, che si è svolta ieri mattina, insieme agli agricoltori del territorio, in Strada Umana, all’incrocio con Strada Fosse, nelle valli del Mezzano, in territorio di Comacchio, proprio in corrispondenza dell’incrocio teatro dell’incidente stradale dello scorso 24 aprile, a seguito del quale hanno perso la vita il giovane comacchiese Nicola Buonafede e due 45enni serbe. Presente anche il rappresentante locale di Coldiretti, i carabinieri e la polizia municipale. Tra le persone che hanno partecipato alla manifestazione anche i genitori e la fidanzata di Buonafede, i fratelli di due delle quattro vittime dell’incidente avvenuto a Massenzatica, genitori che hanno perso dei figli in incidenti stradale, come i coniugi Coletta, genitori di Marco, morto 9 anni fa, finito in un canale dove non c’era il guard rail, loro sono intervenuti raccontando la loro storia e le vicissitudini giudiziarie che li hanno portati a decidere a rivolgersi alla corte europea a Strasburgo. Anche la mamma di una donna morta a 34 anni, contro un platano, è intervenuta per raccontare la propria storia, ascoltata in silenzio e con commozione dai presenti, molti dei quali agricoltori con terreni nel mezzano. Incisivo l'intervento di Luigi Ciannilli, che ha evidenziato come nell'incrocio tra strada Fosse e strada Umana, sia stata sfalciata l’erba, tagliato un albero 40ennale che nascondeva del tutto lo stop lungo strada Fosse, incrocio via Umana, dove si è verificato l'incidente che ha visto la morte di Buonafede e di due donne. «Ribelliamoci al fatto che l’ente proprietario o gestore della strada non debba pagare se l’incidente è causato dall’incuria che c’è sulla strada, perché non ci sono i guard rail o come nel caso di Strada Umana perché gli alberi coprivano i segnali stradali e la segnaletica orizzontale era praticamente assente». «La nostra associazione è presente da 12 anni ed uniti cerchiamo di far sí che venga fatto qualcosa, come sulla Romea, che il 20% delle opere promesse per la messa in sicurezza sono state effettuate e riflettiamo sul fatto che dei 550 milioni di euro incassati dalla Regione con i bolli auto, nemmeno un centesimo viene investito per la manutenzione delle strade».

Maria Rosa Bellini