«L’hotel c’è, ma Prog.Este cali l’affitto»
La foresteria dell’ospedale accoglie visitatori da tutta Italia: canone troppo alto, sui flussi di passaggio dati sopravvalutati
Le stanze affacciate su due file di corridoi che si incrociano al primo piano e quel silenzio, che in certe ore si trova solo in ospedale. In effetti la Foresteria S. Anna è stata ricavata in un’ala ‘cieca’ del nuovo polo di Cona, tra il baby-parking e il supermercato. Due spazi che si presentano ancora vuoti, a più di due anni dall’apertura del Nuovo S. Anna.
Gianluca Stabellini, 32 anni, gestisce il servizio di pernottamento «dai primi del 2013. All’inizio è stata dura - racconta - ma ora le cose vanno meglio».
Con il passaparola all’interno dell’ospedale, l’attività gestita dalla società “Hotel S. Anna” ha ingranato. «I clienti arrivano da tutta Italia, e anche dall’estero», spiega soddisfatto Stabellini. La sua famiglia è presente nel ramo da tempo, in città gestisce la “Locanda Modigliani”, vicino al vecchio ospedale. «Grazie a quel servizio ci siamo fatti un’idea dei flussi che ruotavano attorno all’ex S. Anna di corso Giovecca - spiega l’albergatore - e così quando si è presentata l’occasione abbiamo deciso di investire qui a Cona». Nelle 44 camere a disposizione entrano sia i parenti dei ricoverati che medici in servizio in ospedale ma residenti fuori città. Molte persone «provengono da fuori regione, soprattutto dal sud, perfino dalla Sicilia, e c’è chi si ferma per settimane o mesi. Qualcuno poi ritorna periodicamente, quando i parenti vengono ricoverati di nuovo». Un’impresa «impegnativa» anche sotto il profilo economico (costi d’affitto e arredamento), sospinta dai dati di flusso comunicati a suo tempo ai soggetti potenzialmente interessati ad insediarsi nella galleria commerciale. «Ci avevano prospettato 10mila visitatori al giorno - ricorda Stabellini - dati che aprivano una prospettiva interessante. Purtroppo il flusso reale si è rivelato molto più basso e adesso dobbiamo fare i conti con canoni d’affitto che non sono proporzionati al movimento delle persone. Inoltre il numero dei posti letto si sta riducendo e anche questo fattore avrà il suo peso». Un aspetto, quest’ultimo, che dipende dalla politica sanitaria, «ma anche in questo caso lo abbiamo saputo dopo».
Il mancato ingresso del supermercato non attira nè visitatori nè personale in questa parte dell’edificio e anche lo stanzone destinato ai bambini che avrebbero dovuto frequentare il baby-parking è rimasto deserto. Il consorzio che amministra l’area commerciale, Prog.Este, è al centro di una contesa legale con l’azienda ospedaliera per decine di milioni di euro. Prog.Este ha acquisito i diritti di gestione dei servizi non sanitari per 30 anni grazie all’anticipo di oltre 40 milioni di euro versati dai costruttori dell’ospedale per integrare il finanziamento pubblico, insufficiente a coprire l’intero costo di realizzazione del polo sanitario.
Ma il rapporto con l’azienda S. Anna si è guastato subito, inoltre una parte dei commercianti si è già trasferita altrove e ha promosso una causa civile contro Prog.Este. In altre zone della galleria le cose vanno meglio, in particolare al primo piano dove c’è più passaggio. «Ma per intercettare davvero i visitatori - lamenta un commerciante - la galleria avrebbe dovuto essere costruita vicino all’ingresso degli ambulatori che si trova a centinaia di metri da qui». «A Prog. Este - conclude Stabellini - chiediamo di rivedere i canoni, che sono troppo alti». (gi.ca.)