La Nuova Ferrara

Ferrara

il difensore dell’ex ministro, l’avvocato Dell’Anno

«Dimostreremo coi documenti la nostra estraneità»

«Dimostreremo coi documenti la nostra estraneità»

Da ieri mattina l’ex ministro Corrado Clini è agli arresti domiciliari nella sua casa a Roma. A tutti gli atti che ispettori e ufficiali della Finanza di Ferrara hanno eseguito durante la...

27 maggio 2014
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Da ieri mattina l’ex ministro Corrado Clini è agli arresti domiciliari nella sua casa a Roma. A tutti gli atti che ispettori e ufficiali della Finanza di Ferrara hanno eseguito durante la perquisizione è stato presente anche l’avvocato di fiducia Paolo Dell’Anno che lo aveva assistito nell’interrogatorio del 12 ottobre scorso, quando dopo l’invito a comparire Clini spiegò la propria posizione e confidava di aver convinto i magistrati e i finanzieri ferraresi. Poi gli sviluppi dell’inchiesta hanno avuto un altro esito: arrivando a contestargli il reato di peculato e ad arrestarlo, concedendogli i domiciliari, mentre gli inquirenti avevano chiesto la custodia in carcere. L’avvocato Dell’Anno raggiunto telefonicamente ieri sera a Roma ha spiegato di «aver fiducia nei giudici del caso poichè con i documenti che produrremo siamo convinti di poter dimostrare la nostra estraneità ai fatti contestati». Clini è accusato di aver distratto soldi depositati in un conto corrente in cui transitavano soldi, riconducibili a lui, è così oppure no? «Al momento preferisco non anticipare nulla, non per una linea difensiva precisa poichè non conosciamo gli atti a nostro carico, dobbiamo prima verificarli e poi trarremo le conclusioni dovute. Quello che posso affermare è che sappiamo bene cosa non abbiamo fatto». L’interrogatorio dell’ex ministro Clini sarà fissato nei prossimi giorni: da Roma dove si trova ai domiciliari verrà trasferito a Ferrara dove il giudice Tassoni lo ascolterà per verificare e valutare le accuse che ha mosso nella propria ordinanza di custodia. Il reato è quello di peculato perchè secondo la ricostruzione accusatoria di procura e finanza, un conto corrente in una banca a Lugano, per una cifra che supera 1 milione di euro, sarebbe riconducibile al ministro Clini per aver distrato questi soldi dai finanziamenti in Iraq.