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clini: corruzione a ferrara

Bratti: «Vicenda allarmante Giusta la sua sospensione»

La società di due dei referenti italiani del progetto New Eden, tramite un consorzio di cui faceva parte, avrebbe dato incarichi professionali e consulenze alla compagna dell'ex ministro Corrado...

31 maggio 2014
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La società di due dei referenti italiani del progetto New Eden, tramite un consorzio di cui faceva parte, avrebbe dato incarichi professionali e consulenze alla compagna dell'ex ministro Corrado Clini, affidandole circa 120 progetti. Per quest'ipotesi l'ex ministro dell'Ambiente è indagato a Ferrara anche per corruzione. rispetto a quello per peculato che è costato l'arresto a Clini nei giorni scorsi, che invece ipotizza una distrazione di 3 milioni 170 mila dai fondi per 54 milioni destinati ad un progetto ambientale in Iraq.

La procura ferrarese in particolare ha focalizzato l’attenzione sul rapporti tra l’ex ministro e il Consorzio universitario Cursa, che ha tra i suoi fondatori l’Istituto Di Ricerca sull’Ambiente. (Idra) con sede a Ferrara e di cui fanno parte sia Gonella che Pretner.

Sulla vicenda è intervenuto anche Alessandro Bratti, parlamentare del Pd, membro commissione ambiente alla camera. Che si dimostra assai critico sulla posizione dell’ex ministro: «sulla gravità dell’imputazione e quella di carattere politico».

«Il suo arresto - continua - è una brutta notizia, di quelle che preoccupano: occorre attendere poichè vi sono indagini e accertamenti in corso, ma bene ha fatto il ministero a sospenderlo dal ruolo di direttore generale. Un atto dovuto alla luce del fatto che per l’Italia si apre il semestre di presidenza europea e in Europa sono di fondamentale importanza temi ambientali e relazioni con paesi esteri, da gestire con la massima trasparenza. Nella pubblica amministrazione, un direttore generale non può restare in carica dal 1986 a oggi, nella stesa struttura, con le stesse responsabilità: è circostanza che va assolutamente corretta. Sul tecnico posso dire che come Pd abbiamo avuto attriti per una serie di scelte fatte come ministro: è sempre stato politico attento a dare risposte giuste al momento giusto, spesso risposte formali cui non sono seguiti fatti concreti». Lui sostiene che i soldi di cui è accusato di aver distratto, sono privati: «Ribadisco che è un funzionario dello Stato, se venissero confermate queste dichiarazioni, giustificate come difesa tecnica, dal punto di vista morale non rappresentano un bell’esempio: un funzionario che fa transitare soldi in conti all’estero, per consulenze da organismi che lavorano per conto del proprio ministero, per quanto privati siano, è alquanto discutibile: il mio giudizio politico è assolutamente negativo, un funzionario pubblico deve essere al di sopra di ogni sospetto».