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Chiesa gremita per l’addio all’agricoltore Zanellati

Chiesa gremita per l’addio all’agricoltore Zanellati

MAIERO. «Una tragedia grande ed inspiegabile, una tragedia che tocca la nostra comunità, la nostra chiesa». Le parole di don Raffaele, parroco di Maiero, davanti all'assemblea di fedeli riunita per...

31 maggio 2014
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MAIERO. «Una tragedia grande ed inspiegabile, una tragedia che tocca la nostra comunità, la nostra chiesa».

Le parole di don Raffaele, parroco di Maiero, davanti all'assemblea di fedeli riunita per l'ultimo saluto ad Alberto Zanellati, hanno scandito l'inizio delle esequie dell'agricoltore scomparso esattamente una settimana fa, schiacciato dal trattore sul quale stava lavorando. Sul sagrato della chiesa di San Martino, già prima dell'arrivo del feretro hanno iniziato ad arrivare tantissime persone, non solamente del paese ma anche di fuori. In tanti, imprenditori agricoli e amici, erano presenti alla cerimonia per salutare l’ultima volta Alberto. All'ingresso della chiesa, un silenzio assordante ha avvolto i presenti. Tanta commozione ed emozione, in particolare quando la moglie Francesca ha seguito il feretro accompagnata dai figli Simone e Lorenzo, insieme alle nipoti e ai parenti più stretti. La chiesa è stata riempita completamente, nonostante molte persone abbiano deciso di aspettare fuori. La messa è stata officiata anche dall'arciprete di Portomaggiore, don Negretto, e da don Dario, entrambi sacerdoti da sempre conoscitori della famiglia Zanellati.

«Il dolore è immenso - ha detto ancora don Raffaele nell'omelia - e nessuno di noi era pronto a quanto accaduto. Ma l'insegnamento di Alberto è stato grande per tutti. Personalmente lo conobbi sei anni fa al mio arrivo in questa comunità. È sempre stato di poche parole, ma di tanti fatti. Oltre al lavoro nei campi, era vicino alla comunità parrocchiale. Aiutava chiunque avesse delle necessità, anche al minimo problema. Come lui esistono pochissime persone. Persone dedite alla famiglia, al lavoro e alla comunità cristiana. Perché non bastava essere definiti cristiani. Lui ha dimostrato che questa definizione era più ampia, più profonda. Mancherai ad ognuno di noi, ma il tuo esempio ci vivrà accanto».

Al termine della funzione, il corteo ha raggiunto l’ara crematoria di Ferrara, presso la Certosa, per la cremazione.

Enrico Menegatti

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