La Nuova Ferrara

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Benvenuti nella Nuova del futuro

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L'editoriale del direttore Stefano Scansani

29 giugno 2014
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Futuro. Folco Quilici, che di anni ne ha ottantaquattro ed è il maestro dei documentaristi italiani, con un gesto e un oggetto ha spiegato che cos’è il futuro. Non una parola. In un intervallo della commissione del  Premio Estense, venti giorni fa, ha cavato il suo cellulare dalla tasca interna della giacca e se l’è fatto roteare un paio di volte sul palmo di una mano. “Pensi, è tutto qui dentro. E chi lo poteva immaginare fino a ieri”.

Folco in due e due quattro ha fornito la definizione sensibile di futuro. Mi è piaciuta così tanto quella metafora che me la sono appuntata sulla carta per riservarvela per oggi, non un giorno qualsiasi. Il quotidiano la Nuova Ferrara inaugura il suo nuovo sito, cioè la versione digitale del giornale della città e del territorio. Non si tratta di un semplice aggiornamento o di un restyling, ma di una riforma culturale, concettuale, grafica e di contenuti.

La Nuova online è maggiormente chiara, sintetica, luminosa, scandita. La gerarchia delle notizie e le aree dei temi sono nitide. Ricchi i contenuti, facile la ricerca, abbondante il corredo delle immagini, delle fotogallerie e dei video. L’aggiornamento delle informazioni più che mai in tempo reale. Molteplici i canali di dialogo e partecipazione di voi lettori.

Quilici quindi, soltanto venti giorni fa, manovrando il suo cellulare come un’astronave in miniatura o la pietra filosofale, ha confermato che il futuro a cui faceva riferimento non è quel che sarà, ma ciò che è per essere. E’ già. Siamo totalmente immersi nell’avventura presente: chi ancora predica di prepararci al futuro incombente è decotto. Specialmente il mondo dell’informazione – la press, velocità di nome e di fatto – per primo corre che è un piacere, è il primo a sperimentare e superare ogni novità tecnologica sulle quali le notizie possono a loro volta precipitarsi in edicola e a casa vostra, dentro il pc, sul tablet, attraverso uno smartphone, veicolate da un  I pad, sul cellulare che Quilici, classe 1930, autore del Sesto Continente nel 1954, porta in tasca.

L’esempio di Folco è come un lampo. Nato a Ferrara e ad essa legato in modo inossidabile, residente a Roma, cittadino del mondo (e dei mari), legge la Nuova sostando o transitando in qualsiasi parte dei due emisferi. Quando può sfoglia la versione di carta, quando crede quella online. E anche a lui, oggi farà piacere constatare, navigando, che quest’ultima è completa, chiara, bella.

E non si tratta di un’appendice e men che meno di una proiezione sintetica e ridotta del nostro giornale, cioè la sua figliola effimera. La Nuova digitale è la Nuova: è il giornale dei ferraresi, progettato,  redatto e trasmesso in un’altra dimensione. Quella tradizionale è materica, fatta di carta, inchiostro, edicola, con un suo rumore e le sue 24 ore di vita (anche meno). Quella web invece è la connessione costante permanente con il fluire dei fatti e delle notizie, garantita dalla nostra redazione.

Garantita: perché gli stessi professionisti testimoni e narratori degli avvenimenti che redigono la Nuova Ferrara cartacea sviluppano quella digitale. Stesso impegno, analoga passione. Nel Palazzo della Ragione, vista Listone,  non c‘è un popolo di navigatori web, nativi digitali, ma una squadra con una fondamentale storia cronistica, con una esperienza scolpita in provincia. Il nostro marchio-sistema, il vostro giornale, che festeggia il venticinquesimo anno, vi raggiunge perciò in due modi. In quello online – visitatelo con attenzione – vi è proposto di dire la vostra, fornire un parere su una riforma che impegna il nostro giornale e premia Ferrara e il suo territorio. Quilici può leggere la Nuova e queste righe, ora, estraendo il cellulare, astronave in miniatura o pietra filosofale, dalla tasca della sua giacca. Siamo ciò che è per essere.

Stefano Scansani

s.scansani@lanuovaferrara.it