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argenta - in consiglio comunale

Un consigliere ritarda, le minoranze escono dall’aula

ARGENTA. Altro che collaborazione: sono sempre più tesi i rapporti tra maggioranza e minoranza in consiglio comunale. Sono bastati 3 minuti di ritardo, infatti, per l'appello dei presenti, che l'...

29 giugno 2014
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ARGENTA. Altro che collaborazione: sono sempre più tesi i rapporti tra maggioranza e minoranza in consiglio comunale. Sono bastati 3 minuti di ritardo, infatti, per l'appello dei presenti, che l'opposizione aveva già il piede pronto per uscire e invalidare così la seduta in quanto, nelle file del Pd, mancava un consigliere. Non è bastato nemmeno che il sindaco annunciasse che sarebbe arrivato entro 6/7 minuti. Ciononostante, Ar, M5S e Fi sono usciti generando così la sospensione di 15 minuti della seduta decisa dalla presidente Nadia Cai. Un tempo sufficiente in quanto, il consigliere Alessandro Tedaldi, è arrivato, si è scusato ed ha riferito che, essendo un agricoltore, di questi tempi i ritardi sono all’ordine del giorno. E così, il colpo di teatro, non ha avuto alcun esito. Di certo il segno l'ha lasciato e il sindaco Antonio Fiorentini l'ha detto a più riprese, che il clima futuro sarà improntato al massimo rispetto dei regolamenti e, come impegno, l'episodio non si ripeterà più. Superato lo scoglio, lo stesso primo cittadino ha annunciato che il nuovo presidente dell'Asp è Nicola Minarelli, mentre nell'Unione, il presidente resta lui stesso (cioè Fiorentini) con vice il sindaco di Portomaggiore e le deleghe sono sempre le stesse. Sulla storica convocazione di un sabato mattina per un consiglio comunale d'urgenza (stessa cosa in contemporanea, è successa a Portomaggiore e Ostellato), l'assessore Samuela Pamini ha spiegato la straordinarietà in quanto, se non si fosse approvata la convenzione per una "Centrale unica di committenza per l'acquisizione di lavori beni e servizi", ci sarebbero stati problemi che avrebbero riguardato anche i lavori pubblici. L'opposizione si è astenuta perché, secondo la Azzalli (Ar), l'argomento doveva passare prima in consiglio comunale poi in quello dell'Unione. (g.c.)

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