Botte e persecuzioni Guerra tra vicini: in quattro a giudizio
MASSA FISCAGLIA. Una storia di cattivo vicinato, anzi pessimo. Al punto che è dovuto intervenire il giudice, ma per fatti che si sono stratificati nel corso degli anni e ora riempiono un capo di...
MASSA FISCAGLIA. Una storia di cattivo vicinato, anzi pessimo. Al punto che è dovuto intervenire il giudice, ma per fatti che si sono stratificati nel corso degli anni e ora riempiono un capo di imputazione lungo così. Anche i processi, di fronte all’incontenibile ostilità dei contendenti, si sono moltiplicati sull’onda delle denunce che copiose fioccavano sui tavoli delle forze dell’ordine e dei sostituti procuratori. I protagonisti di questa storia di dispetti, persecuzioni e lesioni sono quattro, tre dei quali appartenenti allo stesso nucleo familiare.
Si tratta di Uber Grassi, 85 anni, della figlia Anna, 57 anni, e del marito di questa, Pierangelo Taddei, 64 anni. Compaiono come imputati nello stesso processo dove è presente il loro vicino, Enrico Balestra, 34 anni, con cui sono in guerra da cinque anni.
La famiglia Grassi-Taddei imputa a Balestra una serie di episodi di persecuzione ed è a sua volta accusata da quest’ultimo di altri fatti. Un elenco incrociato di cattiverie e atteggiamenti aggressivi e ossessivi raggruppati, a vario titolo. sotto due ipotesi di reato: stalking e lesioni. La famiglia Grassi-Taddei, rappresentata dall’avvocato David Zanforlini, ritiene che Balestra sia all’origine di numerosi episodi che hanno avuto come bersaglio i componenti del nucleo familiare. Auto rigate, deiezioni sparse nel giardino della famiglia, pedinamenti. Balestra , tra l’altro, accusa i vicini di averlo picchiato.
Ieri si è svolta l’udienza in tribunale davanti al giudice Landolfi e si è registrato il colpo di scena. Il giudice infatti ha disposto una perizia psicologica su uno degli imputati, Enrico Balestra. Il processo è stato aggiornato al prossimo luglio, mentre per settembre è in programma un altro procedimento sempre originato dall’interminabile contesa. Che, spiega l’avvocato Zanforlini, «purtroppo non si è esaurita ma è tuttora in corso».
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