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Cassiera infedele, scatta il processo

Cassiera infedele, scatta il processo

PORTOMAGGIORE. È finita a processo per due scontrini ‘stornati’ con l’imbroglio, da 3.5 e da 3.9 euro: un pollo e un analcolico regolarmente venduti ma non conteggiati tra gli incassi, perché...

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PORTOMAGGIORE. È finita a processo per due scontrini ‘stornati’ con l’imbroglio, da 3.5 e da 3.9 euro: un pollo e un analcolico regolarmente venduti ma non conteggiati tra gli incassi, perché - questa l’accusa - la cassiera voleva trattanere i soldi per sè. Il fatto è avvenuto nel supermercato Coop di Portomaggiore e ha per protagonista un’impiegata addetta alla cassa. Un cliente del punto vendita aveva protestato con il personale perché nella lista della spesa non compariva una bottiglietta di analcolico nonostante l’avesse comprata. Lo ‘storno’ di quella somma gli aveva procurato un piccolo danno: non gli erano infatti stati accreditati i punti concessi per l’acquisto. I gestori del market, mossi da sospetti sull’operato della dipendente, avevano deciso di rivolgersi quindi ad un investigatore privato, che per verificare se la cassiera fosse effettivamente infedele si era presentato all’uscita con un pollo del costo di 3.90 euro e si era finto distratto, al telefono, mentre l’addetta agli incassi svolgeva il suo lavoro. Aveva quindi chiesto lo scontrino scoprendo che era stato annullato. Da qui l’accusa di tentata appropriazione indebita per la vendita del pollo e di appropriazione indebita per la mancata registrazione della vendita dell’analcolico. Alla cassiera erano state chieste le dimissioni, ma dopo che lasciò il lavoro la dipendente decise di impugnare il licenziamento.

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