La Nuova Ferrara

Ferrara

comacchio

«In questa gelateria non ci venite più»

Katia Romagnoli

Il fatto denunciato dalla madre di una disabile. Le titolari: «È falso e le telecamere possono confermarlo»

3 MINUTI DI LETTURA





«Voi qui non venite più. Queste sono le parole precise. Non ho aggiunto una virgola». E’ ancora profondamente scossa Orlanda, mamma di Catia Carli, una 51enne piena di vita, da 7 anni ospite del Centro socio-riabilitativo residenziale per disabili “La Fiorana” di Bando di Argenta, dopo che venerdì pomeriggio, ha ricevuto l’invito perentorio a non fare più ritorno nella “Gelateria del centro”, in piazza XX Settembre.

Catia dispensa sorrisi a tutti e quando torna a Comacchio, secondo un programma pianificato con la direzione della struttura, non vede l’ora di gustare un buon gelato da “gucia”, soprannome del titolare della gelateria, perché in passato esercitava la professione di sarto. Venerdì scorso durante la consueta tappa in gelateria, Catia avrebbe urtato dei cioccolatini esposti sul banco, ma una delle bariste «ha lanciato un grido, ehiii, - racconta la mamma Orlanda -, ma non sarà mica quello il modo di urlarci contro?».

I segni della ferita traspaiono nelle lacrime amare di Orlanda, che vive in centro storico col marito Duilio, perché «dopo che paghi, ti senti tacciata con un grido così forte, è un’umiliazione, più per mia figlia a cui voglio un bene dell’anima». Dopo aver ricordato alla barista che non era quello il modo di rivolgersi alla figlia e che avrebbe dovuto parlare con lei, Orlanda ha incassato un altro duro colpo, quando l’altra barista le avrebbe detto «se non venite più, ci fate un favore» Non sa darsi pace la donna, perché «mia figlia vorrà ritornare a prendere il gelato, ma non potrò portarla».

Nel suo sfogo Orlanda non riesca a capacitarsi della reazione mostrata dalle bariste, dato che «a Bando di Argenta, quando andiamo a passeggio vicino alla struttura protetta, chi incontra mia figlia la saluta , le offrono un bicchiere d’acqua, un pasticcino e qui a casa viene ricevuta da un urlo». La mamma di Catia ribadisce che ogni volta che esce con la figlia dalla gelateria lasciando tutto in ordine, dopo aver pagato.

Barbara Gelli, una delle due bariste, spiega come sono andati i fatti, respingendo ogni accusa: «Non è vero che io e mia sorella abbiamo invitato la signora e sua figlia a non tornare in gelateria, mentre l’urlo era solo un modo per richiamare l’attenzione della mamma, perché Catia stava mettendosi in tasca dei cioccolatini. Era già successo altre volte – aggiunge Barbara – e glieli abbiamo lasciati. Venerdì pomeriggio, dopo l’urlo, la ragazza li ha riposti sul banco, mentre la mamma chiedeva di pagarli. Abbiamo le telecamere esterne al gazebo e posso dimostrare che madre e figlia non sono state cacciate, ma anzi sono rimaste sedute più di mezz’ora al tavolino». Secondo la testimonianza di Barbara, la sorella Martina si è recata a casa di Orlanda «per spiegare che non era successo niente, ma non ha voluto aprirle la porta».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google