La lite sull’eredità contestata finisce davanti al giudice
Alla morte del parente è scattata la contesa dell’eredità e la vicenda, alla fine, è approdata in tribunale dopo la denuncia e l’apertura del processo. Appropriazione indebita, l’accusa a carico di...
Alla morte del parente è scattata la contesa dell’eredità e la vicenda, alla fine, è approdata in tribunale dopo la denuncia e l’apertura del processo. Appropriazione indebita, l’accusa a carico di due persone: la cognata e la nipote di una persona deceduta nel 2009, di Migliarino. A sollevare il caso è stata un’altra parente del defunto dopo aver saputo che le somme depositate su un libretto e su un conto corrente, entrambi intestati all’anziano deceduto, erano sparite. La donna si è quindi rivolta ad un legale ritenendo che i prelevamenti effettuati dalle imputate non fossero regolari. Nel processo si è anche costituita una parte civile, con l’avvocato Carmelo Marcello. I valori contestati ammontano a 92mila euro, soldi spariti dal libretto (ma in realtà si parla di 60mila euro) e prelevati dalla nipote, oltre ai 20mila euro presi dalla cognata. L’avvocato Barbara Simoni rappresenta le due imputate che sostengono di essere state autorizzate ai prelevamenti dalla persona defunta, grata per l’affetto e le attenzioni dimostrati nel tempo dalle due donne.
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