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Via alle nomine nelle aziende comunali

Via alle nomine nelle aziende comunali

In dieci giorni il sindaco metterà in pratica i criteri approvati ieri dopo lo scontro con l’M5S. Marattin: passato scellerato

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Nel giro di una decina di giorni si completerà il puzzle delle poltrone comunali, aperto dal risultato delle elezioni del 25 maggio. Ieri il consiglio comunale ha varato i nuovi criteri all’interno dei quali dovrà muoversi il sindaco Tiziano Tagliani, il quale ha comunque rivendicato la piena responsabilità dei nomi per Ferrara Holding, Ferrara Tua, Afm, Amsefc (Asp è già fatta, vedi a lato), decidendo il braccio di ferro con l’M5S che voleva cucirgli addosso un abito molto più stretto. Ma il primo consiglio comunale “operativo” della legislatura è stata una vera maratona di quasi otto ore, nella quale è finito un po’ di tutto: pace, Idrovia e presidenze delle commissioni.

Meno soldi alla Difesa. L’inizio è stato in favore dell’M5S, che ha “piazzato” un proprio emendamento «per una significativa riduzione delle spese militari e degli armamenti», come ha detto il capogruppo Ilaria Morghen, nell’ordine del giorno per il riconoscimento internazionale del diritto alla pace. I grillini hanno così messo in imbarazzo il Pd, che ha chiesto invano il ritiro dell’emendamento («mette a repentaglio l’unanimità» ha ripetuto invano il capogruppo Luigi Vitellio), e rotto il fronte bipartisan, visto che a quel punto si sono sfilati gli esponenti del centrodestra, «su questi temi non si scherza, l’operazione Mare Nostrum è finanziata dai soldi della difesa» ha spiegato il capogruppo Vittorio Anselmi (Fi). Risultato: maggioranza e grillini a braccetto su emendamento e documento, centrodestra contro con un astenuto (Zardi).

Criteri contestati. Il secondo round ha visto come protagonisti gli stessi grillini e l’assessore Luigi Marattin, spalleggiato dalla maggioranza, sulla delibera sui criteri per le prossime nomine. Marattin non è stato tenero sul passato, «anche qui le nomine sono state un pezzo dell’utilizzo scellerato delle risorse pubbliche, per via della concezione malata che i partiti avevano della rappresentanza», e ha presentato le novità come una svolta sul fronte della trasparenza e delle competenze.

La commissione di controllo potrà fare il terzo grado ai nominati, prima dell’assunzione dell’incarico, va assicurata la rappresentanza di genere; «la professionalità, competenza e rappresentatività sono comprovate dal curriculum», c’è scritto sulla delibera, e andranno forniti report trimestrali sull’attività.

Non basta, secondo i grillini, «in Comune ci sono dirigenti che hanno estinto con un’oblazione reati ambientali», ed ex sindaci che hanno subìto procedimenti di rimozione. Il riferimento è a Davide Tumiati, nominato al vertice della Stu («un dipendente comunale che ha accettato un incarico gratis» lo ha poi difeso Tagliani), dopo tra l’altro essere stato riabilitato dal giudice del lavoro. Servono quindi paletti più stringenti di quelli già previsti dalla legge, tipo l’esclusione di persone sottoposte a procedimenti avviati per reati contro la pubblica amministrazione, di chi ha ricoperto incarichi negli ultimi 15 anni o si è candidato; e poi massima pubblicità per raccogliere curriculum e l’utilizzo del concorso pubblico.

Proposte bocciate dalla maggioranza («la legge dice che le nomine spettano al sindaco») e dallo stesso sindaco. È passata la delibera con il voto favorevole anche del centrodestra.

La sorpresa Idrovia. Con un fuorisacco a sorpresa è sbucata la delibera di Aldo Modonesi sull’Accordo territoriale tra Regione, Provincia e Comune per la rigenerazione della città, ovvero il pezzo ferrarese dell’Idrovia. Serve a trasferire 4,5 milioni di euro alla Provincia (i primi 2 entro il 31 luglio) e realizzare la rotatoria di via Caldirolo, per 500mila euro, ha fatto intendere l’assessore. Il dibattito però si è scatenato su tutto lo scibile proposto dall’Idrovia, compreso il “collo di bottiglia” del ponte ferroviario, che l’accordo propone di studiare con un nuovo progetto da 1 milione. I fanghi da scavare sul fondo del Boicelli, è previsto, andranno trattati nell’impianto di depurazione del petrolchimico, che dovrà essere adeguato.

Commissioni cenerentola. Alla fine quel che doveva essere il clou della seduta consiliare, la nomina di presidenti e vice delle commissioni, è scivolato in serata. L’accordo tra maggioranza e opposizione ha tenuto, quindi al Pd sono andate le presidenze della 2 e 5 (la neonata Decentramento), con Cristina Corazzari (vice Paola Peruffo, Fi) e Ruggero Tosi (vice Alessandro Vitali, M5S), mentre al vendoliano Leonardo Fiorentini è andata la 3 (vice Fausto Facchini, Pd). Matteo Fornasini (Fi) è presidente la 1 (vice Tommaso Cristofori, Pd), e Federico Balboni (M5S) è a capo della Controllo servizi (vice Vitellio), ma c’è stato il “giallo” finale per l’immediata esecutività: forse si dovrà rifare tutto. (s.c.)

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