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Centri estivi, posti liberi per la crisi

Centri estivi, posti liberi per la crisi

Quest’anno è calata la domanda per portare i bimbi ai Cre comunali, tra le cause anche i problemi economici delle famiglie

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Quest’anno chi ha iscritto il figlio ai Centri ricreativi estivi ha potuto farlo con una certezza: nessuna lotta trovare per il posto. Infatti, dei 320 disponibili per questo ormai storico servizio comunale, nato con l’intento di non lasciare i genitori soli a gestire i figli dai sei ai tredici anni nel mese di luglio, solo una parte è stata occupata. La scuola Poledrelli, ad esempio, ne ha a disposizione 60, eppure le iscrizioni sono state solo 41, a cui vanno aggiunti cinque ragazzini che usufruiranno del servizio solo nella prima quindicina del mese e tre che ne usufruiranno solo nella seconda. Alla Pascoli i posti erano anche di più (120), ma solo due terzi (80) saranno occupati per l’intero prossimo mese; in sei hanno chiesto di frequentare solo nella prima metà, in cinque solo nella seconda. L’unica scuola ad essere andata più o meno in pari è la Cosmè Tura: sessanta erano lì i posti a disposizione, 53 sono state le richieste per il mese intero (sette per la prima quindicina, due per la seconda). Nemmeno troppo deserto pure alla Bombonati: 80 erano lì i posti, 47 sono state le richieste per l’intero luglio, due per la prima quindicina e 14 per la seconda. «Negli anni continuiamo a vedere un calo della domanda – commentano i dati all’Istituzione servizi educativi –: probabilmente è dovuto sia a una diversa organizzazione delle famiglie, a un diverso orientamento delle ferie, sia anche alla crisi economica». Gabriele Rasconi

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