Di nuovo in tribunale il 22 luglio per valutarne la pericolosità
Ieri mattina Antonio Morza era in tribunale davantie al giudice Franco Attinà. E non ha avuto dubbi (come tutti i presenti in aula) sulle difficoltà che ha l’uomo arrestato per il dirottamento del...
Ieri mattina Antonio Morza era in tribunale davantie al giudice Franco Attinà. E non ha avuto dubbi (come tutti i presenti in aula) sulle difficoltà che ha l’uomo arrestato per il dirottamento del bus di Tper. Difficoltà che lo hanno portato, senza controllo, a mettersi nei guai con una escalation che dura ormai da due settimane dal 14 giugno quando è stato arrestato per furto, poi per evasione, trasferito all’Opg e quindi oggi in carcere a Ferrara. Lo stesso legale che lo ha difeso d’ufficio ieri mattina, l’avvocato Andrea Ferrari ha cercato subito di far comprendere al giudice le difficoltà psichiatriche di Morza. Che durante l’udienza ha detto che il legale che aveva rimesso il mandato per difenderlo «è una mia fidanzata», e che «non sono affari suoi sapere dove abito» ha risposto al giudice, che dovrà valutare in primis le sue capacità di seguire il processo.
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