«Era troppo competente candidata fuori dal corso»
Il consigliere regionale Mauro Malaguti presenta un'interrogazione: chiarimenti sul percorso Centoform-Polymia Fondi europei per la preparazione del personale. La replica: è tutto regolare
FERRARA. Essere rifiutati da un’azienda perché troppo qualificati? Negli anni della crisi più nera dal dopoguerra non è una novità, è sicuramente più raro invece essere esclusi da un corso di formazione perché il livello di preparazione di base del candidato è più alto di quello specificato nei requisiti. A sollevare il caso con una interrogazione è il consigliere regionale Mauro Malaguti (Fdi) che racconta di essere stato contattato dal padre di una candidata che pur avendo «brillantemente passato i colloqui selettivi con i complimenti dei selezionatori, è stata esclusa con le motivazioni che i suoi requisiti e competenze erano troppo superiori al profilo lavorativo di riferimento alla formazione».
La selezione del personale è curata da una società centese, “Centoform srl”, accreditata dalla Regione, che in questo progetto lavora in partnership con la società chimica Polymia srl, presso la cui sede - nel petrolchimico di Ferrara - inizierà in questi giorni il percorso di formazione. Ieri il direttore della società centese, Chiara Pancaldi, ha dichiarato che «forse c’è stato un fraintendimento. Forniremo comunque tutti i chiarimenti nelle sedi opportune, riteniamo di aver agito nel rispetto delle regole e della trasparenza». Una possibile spiegazione è che sia stato attribuito un peso importante alle competenze “pratiche”.
Ma Malaguti pretende certezze e al cronista dichiara: «Dovevano essere 14 a fare la formazione di cui 7 da assumere. Non entro nel merito delle eventuali scelte di assunzione di Polymia, ma il corso, fatto con soldi pubblici, non dovrà rispondere a requisiti oggettivi? Era richiesto il diploma di perito chimico, la laurea in chimica - direi - è più che equipollente. È chiaro che se non avrò una risposte soddisfacenti dovrò rivolgermi ad altra sede».
Il traguardo del corso è la formazione di operatori della produzione chimica, «iniziativa finanziata con il contributo Fso (Fondi sociali europei) Ob.2 tramite il programma operativo sulla competitività regionale ed occupazione della Regione Emilia Romagna», precisa Malaguti nell’interrogazione, «programma sottoposto a un Comitato di vigilanza presieduto dall'assessore regionale di competenza». L’ente amministrativo di competenza è la Provincia.
Malaguti elenca poi i requisiti richiesti per l’accesso: «Persone non occupate, che comprendono e parlano la lingua italiana», che hanno una conoscenza di base dell’inglese, oltre al «possesso di diploma ad indirizzo tecnico, preferibilmente chimico, e conoscenze e competenze di base in ambito chimico, produzione di materie plastiche e/o nella conduzione di impianti, quindi conoscenze-competenze riconducibili all'area professionale di riferimento». La candidata esclusa, ricorda Malaguti, possiede «una laurea in chimica» e ha maturato «esperienze professionali anche come ricercatrice universitaria, dopo aver brillantemente passato i colloqui selettivi con i complimenti dei selezionatori». È stata esclusa per un eccesso di competenze, prosegue Malaguti, motivazioni confermate dai «responsabili di Centoform». Malaguti ora chiede «i curriculum di tutti i candidati ammessi al percorso di formazione», vuol sapere come la Regione «intenda garantire la massima trasparenza sull'utilizzo di fondi pubblici, in un caso come quello in oggetto, in cui si esclude un candidato per eccesso - anziché carenza - di requisiti» e se l’ente «non intenda, anche tramite il comitato di sorveglianza del Programma operativo Fse Obiettivo 2, verificare il caso in questione e, eventualmente, intervenire in merito».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
