Istituti Polesani, nuove richieste di scarcerazione
Prosegue l’inchiesta sui presunti maltrattamenti compiuti agli Istituti Polesani di Ficarolo con nuove richieste di scarcerazione, di ritorno in libertà o comunque di attenuazione della misura...
Prosegue l’inchiesta sui presunti maltrattamenti compiuti agli Istituti Polesani di Ficarolo con nuove richieste di scarcerazione, di ritorno in libertà o comunque di attenuazione della misura cautelare. Ma anche nuove segnalazioni alla questura che ora dovranno essere vagliate con attenzione da parte della squadra mobile guidata dal vicequestore aggiunto Bruno Zito.
Queste le novità nell'inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Monica Bombana. La struttura sotto inchiesta è specializzata nell'assistenza a disabili psichici. Proprio alcuni di questi avrebbero fatto le spese delle condotte contestate: percosse, a mani nude o con oggetti come scarpe, rotoli di carta e vassoi; trattamenti umilianti come cambi di pannolone alla presenza di altri degenti; e infine spostamenti sulle sedie a rotelle e sui letti avvenuti con modi bruschi, con veri e propri lanci per l'accusa paragonabili a quelli che si fanno con i sacchi della spazzatura.
Questa la ricostruzione che aveva portato in carcere, su ordinanza del giudice per le indagini preliminari, nove operatori sociosanitari - sette donne e due uomini - e un medico della struttura. Era attesa in questi giorni la decisione del giudice per le indagini preliminari, al quale le difese dei tre uomini e di tre donne avevano domandato il ritorno in libertà o comunque una misura meno afflittiva di quella attuale. Ora però si apprende che anche le difese di altre arrestate hanno compiuto lo stesso passo.
L'indagine non è comunque terminata con i dieci arresti. Restano altre presunte autrici di maltrattamenti da identificare. E, dopo la prima ondata di arresti, alla polizia sono arrivate varie telefonate che annunciavano la volontà di parenti di altri degenti di segnalare presunti maltrattamenti. Si tratta di varie segnalazioni che però ora dovranno essere in primo luogo vagliate dalla squadra mobile e dalla procura, per verificarne la verosomiglianza. E quindi mettere a punto i passi successivi. La chiusura dell'inchiesta appare insomma ancora di là da venire.
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