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regista e chirurgo

Addio a Giangi Galassi il papà del Lodovico

Federica Achilli
galassi
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Si è spento a 76 anni il regista storico dello show cittadino. Fu chirurgo plastico innovativo del S.Anna

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Il Lodovico piange il suo "padre" teatrale, Giampaolo Galassi, che si è spento ieri mattina alle 5 nella sua casa ferrarese all'età di 76 anni, dopo una lunga malattia che ha gravemente limitato i suoi movimenti a partire dal 2007. Già primario facente funzioni del reparto di chirurgia plastica del S. Anna, balzò agli onori della cronaca nel marzo del '97 quando, con la sua equipe, per la prima volta impiantò un ampio lembo di derma, costruito con le cellule coltivate della stessa paziente. Gli amici di sempre ricordano con affetto un grande uomo, carismatico ed eclettico, dotato di profonda cultura e di grandi doti artistiche, il padre di quel menestrello scanzonato di nome Lodovico che "Giangi" riesumò dagli archivi teatrali del '38 e che fondò la Compagnia Instabile di Ferrara. «Conosco Giangi dal '79 - ricorda Roberto "Bob" Dalloco - quando feci il primo provino a casa sua in Borgo Dei Leoni e con cui rimasi legato come attore fino al '91, l'anno in cui si ritirò». Con lui nacquero anche le battute più pungenti del "Vampiro" e di quella goliardia con cui fu compagno di Giampaolo Zardi, il regista che nel ’93 prese le redini della vecchia compagnia fondando il Gruppo Teatro Leggero e dando così la sua impronta al nuovo Lodovico. raccolse l’eredità artistica. «Fu lui ad avere la prima idea di riportare alle scene quel personaggio - spiega Zardi - Un giorno, a me e all'amico Attilio Jublin, chiese di collaborare a uno spettacolo che portò al Country Club nel'78 dal titolo "Ai miei tempi cara lei". Visto il successo che ebbe la rivista decise così di chiamarlo Lodovico in onore del personaggio della satira anteguerra». Lodovico si trasferì dalla Sala Boldini al Teatro Comunale per trovare la sua casa al Teatro Nuovo, con le maestose scene dipinte a mano da Piero Pavani, Maurizio Malaguti e da un allora giovane scenografo e costumista Lorenzo Cutùli. «Sono molto grato a Giangi - conclude Cutùli - perché mi diede modo di esprimere, in forma ludica, la mia grande passione per il teatro che ho avuto il piacere di condividere con lui insieme a quella per l'opera. Amava profondamente la Spagna e solo quando la visitai in seguito capii perché ne fosse così rapito».
Giampaolo Galassi lascia la moglie Graziella e le tre figlie Antonella, Alessandra e Chiara che si stringono in un silenzioso dolore e nell'amorevole ricordo del padre. Il funerale verrà celebrato domani, partendo alle 10.30 dalla Camera Mortuaria, dove si formerà il corteo funebre in direzione della chiesa di Santa Maria in Vado.
 

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