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Ferrara

Aldro, via stipendio e beni dei poliziotti

di Daniele Predieri
Aldro, via stipendio e beni dei poliziotti

La Corte dei conti sequestra 2 milioni di euro per il danno allo Stato Il provvedimento contro i 4 agenti condannati per la morte del ragazzo

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Nove anni dopo la morte di Federico Aldrovandi, processi infiniti, strascichi giudiziari e polemiche a non finire, arriva il conto della giustizia amministrativa per i 4 agenti di polizia condannati in via definitiva per eccesso colposo nell’omicidio colposo del giovane, avvenuto all’alba del 26 settembre 2005.

Via un pezzo di stipendio.La Corte dei conti di Bologna ha deciso, infatti, di sequestrare, in via conservativa, tutti i beni mobili e immobili dei 4 agenti e il quinto del loro stipendio per una cifra di 1 milione 870mila euro, 467 mila euro a testa: un provvedimento esecutivo che verrà discusso la settimana prossima, alla Corte dei conti, nell’udienza di convalida fissata per il 9 luglio. Richiesta di risarcimento che lo Stato attribuisce ai 4 agenti come danno alle proprie casse, in quanto il Ministero degli interni nel 2010 decise - in modo autonomo - di risarcire la famiglia Aldrovandi con una somma di 2 milioni di euro.

Comportamento colpevole

Ora questi soldi, secondo la Procura regionale della Corte dei conti e dopo una indagine durata oltre un anno, debbono essere richiesti ai 4 agenti poichè «il danno subito dall’amministrazione, costituito dalla somma pagata ai congiunti del deceduto, è conseguenza immediata e diretta del comportamento gravemente colpevole degli agenti». La procura della Corte dei conti spiega in un atto di 25 pagine il percorso con cui ha raggiunto la convinzione giuridica di poter chiedere la condanna ai 4 agenti al risarcimento dei quasi 2 milioni di euro e quindi proporre il sequestro conservativo, poi accolto ed eseguito.

Un atto di 25 pagine. I procuratori Salvatore Pilato e Quirino Lorelli, nel proprio atto rivedono alla moviola l’intera vicenda processuale, e citano facendole proprie tutte le motivazioni riportate nelle varie sentenze penali, già passate in giudicato in questi anni, contro i 4 agenti. Tra i tanti atti quello della Cassazione che con la propria sentenza aveva posto il sigillo finale sul caso, confermando le condanne e tutti i rilievi dei giudici di primo grado e d'appello.

Danno erariale. Il provvedimento ha confermato le ipotesi con cui la procura aprì il procedimento un anno fa e che ha visto i giudici convincersi della presenza di un «grave danno erariale subito dal Ministero dell’Interno», proprio perchè venne stipulato l’accordo nel 2010 di transazione con la famiglia Aldrovandi affinchè nelle successive fasi del processo di primo grado si ritirasse dalla parte civile con il riconoscimento dei danni per 2 milioni di euro.

Atti a Prefettura e questura

La richiesta della procura contabile risale al 27 maggio, il provvedimento di sequestro della Corte dei Conti è datato 4 giugno: il tutto è stato notificato in questi giorni a Ferrara, dalla Guardia di finanza cittadina, che ha eseguito il sequestro del quinto dello stipendio (già esecutivo) e dei beni immobili ed i diritti immobiliari di proprietà dei quattro agenti: le notifiche sono state estese anche prefettura e questura di Ferrara, da quanto si legge negli atti, che poi dovrà trasmetterli alle questure di competenza dove i 4 agenti sono in servizio. Si tratta di passaggi previsti dal diritto amministrativo che impongono un chiarimento.

In aula a gennaio 2015. La richiesta di condanna al risarcimento di 1 milione e 870 mila euro ai 4 agenti ora dovrà essere accolta o bocciata in un processo amministrativo che si svolgerà davanti alla Corte dei Conti, il cui presidente Luigi di Murro ha già fissato l’ udienza: il 28 gennaio 2015 si terrà la discussione della causa quando si entrerà dunque nel merito. Invece per la settimana prossima, il 9 luglio, davanti al giudice della Corte dei Conti Massimo Chirieleison si discuterà sulla convalida del sequestro conservativo già disposto. Sono procedure automatiche e normali per casi di diritto amministrativo.

Caso come precedente

Ma in questa circostanza, vista la vicenda e la materia dibattute, il caso potrebbe rappresentare un precedente per tutte le altre cause che vedranno tutori delle forze dell’ordine chiamati a rispondere del proprio operato. Anche dal punto di vista economico, come danno erariale. Ciascuno dei quattro agenti è infatti tenuto a risarcire, in proprio, un danno di 467.000 euro.

Ora riprocessati. Come sarà possibile non si sa, come sottolineavano ieri i sindacati di polizia interpellati, visto che gli agenti coinvolti sono già provati da 10 anni di spese giudiziarie di difesa. Agenti processati, condannati, incarcerati e ora di nuovo riprocessati : accanimento? Per i sindacati è il caso di rispondere in modo affermativo: «Tutto questo è eccessivo». Per Patrizia Moretti assolutamente no: «Finalmente la giustizia si è completata». «Ed è giusto che non siano i cittadini, lo Stato a pagare per questi 4 poliziotti, per i loro errori, che non si possono chiamare così per aver ucciso un ragazzo di 18 anni», la frustata di Lino Aldorvandi.

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