Calvano rompe gli indugi «Si parte, ora tocca a noi»
Su Facebook l’annuncio della candidatura ferrarese alla guida del Pd regionale È il terzo pretendente in lizza. Subito l’appoggio di De Castro, Bratti e Bertuzzi
“Si parte! Mi candido alla segreteria del Pd dell’Emilia Romagna. Tocca a noi”. Con un post dal tono...predestinato il segretario provinciale del Pd di Ferrara, Paolo Calvano, ha annunciato ieri su Facebook la sua candidatura alla segreteria regionale Pd, oggi guidato da Stefano Bonaccini, al quale il segretario estense è politicamente vicino. Si tratta del terzo nome in lizza per la leadership emiliano-romagnola: il suo passo in avanti, già appoggiato dai cosiddetti renziani della prima ora guidati da Matteo Richetti (Calvano si è schierato con Renzi in una fase successiva), è stato preceduto dall’annuncio di altri due pretendenti: il civatiano Antonio Mumolo e l'ex sindaco di Carpi, Enrico Campedelli. Oggi «non ci sono alibi», ha scritto Calvano sul social network, «la responsabilità che ci è stata consegnata è enorme, in Emilia-Romagna più che altrove. È stata una straordinaria vittoria, ma la vera partita ce la giochiamo adesso». Per il democratico ferrarese e renziano della seconda ora (alle primarie del 2012 aveva sostenuto Pierluigi Bersani), «non è più con il blasone che si ha la certezza di vincere, ma è solo mettendo in campo una squadra motivata, preparata e vivace che si gioca la gara da protagonisti. Tocca a noi essere in campo». Ponendosi nella stessa scia del premier, che ieri si è insediato alla presidenza dell’Unione Europea al grido di “coraggio e orgoglio”, il neo-candidato estense ha intessuto le lodi del «processo di cambiamento e di innovazione sociale e politica che il Pd sta attuando oggi in Italia con la guida di Matteo Renzi». Il Pd dovrà guardare più avanti che indietro, abbracciare senza timori il passaggio generazionale e «guidare il necessario rinnovamento della nostra regione. Servono risposte innovative alla crisi economica. Andrà resa protagonista una nuova classe dirigente, donne e uomini, in parte già in campo, capace di consolidare l'azione dell'Emilia-Romagna in Europa, puntando sui giovani, sul lavoro e sulla scuola, in una logica di sostenibilità sociale e ambientale». L’appello ad un impegno il più possibile unitario traspare dalle parole successive: «Io non ho correnti di riferimento, nel bene e nel male. Facciamo questo viaggio insieme». A tutti Calvano si rivolge idealmente precisando che «i compagni di viaggio si scelgono in base a dove si vuole andare» annunciando l’intento di «trasformare i pochi mesi che ci separano dalle primarie del 5 ottobre in un lungo percorso di partecipazione per raccogliere idee, spunti e progetti in tutta la regione». Nell’elenco dei suoi sostenitori compare il nome del parlamentare europeo Paolo De Castro, certo che «Calvano saprà dare un contributo fondamentale al ruolo riformatore del Pd». Un endorsement è giunto anche dal deputato ferrarese Alessandro Bratti convinto che «Paolo è uomo che unisce» e «saprà valorizzare le varie culture fondanti del Pd, andando oltre il correntismo tradizionale». Calvano è «la persona giusta» anche per un gruppo di senatori, tra cui la copparese Maria Teresa Bertuzzi. E per il consigliere regionale Roberto Montanari «si tratta di un’ottima candidatura che ha tutte le caratteristiche per dare il verso giusto al cambiamento politico e cutlurale che va realizzato in Emilia Romagna».
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