«Ceccato vedeva l’anima delle persone e delle cose»
«E' stato grande l'amore di Otello per la sua famiglia. Con la sua opera di pittore: come ogni artista vedeva l'anima delle persone e delle cose». Con queste intense parole, nella sua omelia, il...
«E' stato grande l'amore di Otello per la sua famiglia. Con la sua opera di pittore: come ogni artista vedeva l'anima delle persone e delle cose». Con queste intense parole, nella sua omelia, il parroco don Lino Faggioli, nella gremita chiesa del Perpetuo Soccorso di via San Giovanni XXIII, ha porto l'estremo saluto nel rito funebre per Otello Ceccato, l’artista scomparso nei giorni scorsi. E stato un lungo percorso artistico, il suo, tra Belgio, Svizzera, Venezia, Ferrara e il Copparese (è stato grafico Berco), il Delta, la Toscana. con un'importante mostra in particolare realizzata a Roma nel 2000 e presentata da Vittorio Sgarbi. E numerosi erano ieri al funerale gli amici e artisti arrivati anche dalla capitale per porgere l'ultimo saluto a Ceccato.
Struggente il ricordo all'inizio della cerimonia da parte di Eleonora, uno dei figli (l'altro è Stefano, che sta già lavorando per catalogare le opere e i manoscritti del padre), con queste parole, mentre la madre e vedova Luisa Cervi non nascondeva la sua commozione: «Mio padre era anche un uomo di fede. Mi ha dato un grande insegnamento, anche durante gli ultimi giorni di vita, che sono stati per lui di grande sofferenza. Ma lo ha fatto con grande dignità: senza avere parole di tristezza o morte. Ha voluto essere inumato in modo semplice, pochi ma intensi fiori: e senza cravatta, sono state le sue ultime volontà».
Al termine del rito funebre, il corteo di amici e conoscenti ha accompagnato la salma dell'artista al Tempio della Cremazione di Ferrara. Le ceneri di Ceccato saranno collocate nel cimitero di Copparo.
Franco Corli
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