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«Finalmente, completata la giustizia per Federico»

«Finalmente, completata la giustizia per Federico»

Patrizia Moretti sulla decisione: «Lo speravo, la ritengo profondamente giusta» Papà Lino: «Non debbono essere i cittadini a pagare per chi ha ucciso mio figlio»

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«Mamma mia! E’ una grande notizia, sono senza parole». E’ la prima persona, ieri mattina, a saper la notizia da la Nuova. E’ quasi frastornata, Patrizia Moretti, la mamma di Federico. «Mi sembra che alla fine la giustizia arrivi davvero: e allora posso dire che il provvedimento della Corte dei conti (ancora parziale e non definitivo, ndr) è il completamento giusto della condanna per la morte di Federico: è quello che speravo, mi aspettavo e ritengo giusto, profondamente giusto».

Resta senza parole, ma poi spiega l’importanza del provvedimento che arriva, ultimo di una lunga vicenda ancora oggi non chiusa, sulla morte del figlio Federico. Una vicenda che viene vista dall’esterno come una sorta di accanimento, persecuzione istituzionale verso gli agenti: non potrebbe esser così, come già obiettano in tanti? Non hanno già pagato abbastanza i 4 agenti? «Di fronte alla vita tolta ad un ragazzo, non è mai abbastanza: ad esempio non è stata vera giustizia quella che ha deciso il reintegro al lavoro dei 4 poliziotti senza nessun provvedimento effettivo nei loro confronti. L’aver tolto la vita ad un ragazzo mentre quei 4 agenti erano in servizio, è un tradimento allo Stato a quello che avevano giurato, alla coscienza collettiva della società. E’ giusto che ci siano delle conseguenze, anche economiche: non è possibile che chi ammazza un ragazzino senza motivo - o motivi che sanno solo loro - possa sentirsi immune non colpevole, non responsabile. Ora debbono render conto anche dal punto di vista economico a tutti, per quanto è costato il dolore, la fatica dei tribunali, dei giudici, dello Stato, delle indagini. Se consideriamo tutte le spese che ha avuto lo Stato, di cui adesso chiede conto ai 4 agenti, alla fine credo sia costato molto di più di quanto hanno dato a noi (2 milioni, ndr)».

«Sì - le fa eco Lino Aldrovandi - diciamo che ai 4 poliziotti è andata sempre grassa e bene, ora debbono pagare anche dal punto di vista materiale. Ed è giusto che non siano i cittadini, noi tutti, a pagare per chi quella mattina si è reso responsabile di un omicidio commesso su ragazzo che non stava commettendo nessun reato, con l’aggravante che quella mattina chiedeva aiuto, diceva basta e non è stato ascoltato (questo passaggio, che cita il papà di Federico, è uno dei passaggi più importanti dei giudici contabili che hanno sottolineato l’omissione di soccorso dei 4 agenti verso Federico come una delle prove per chiedere loro i danni, ndr)». Ora è lo Stato che si rifà sui propri servitori: «E’ il loro datore di lavoro che chiede i danni, per 4 pregiudicati che ancora sono in polizia, che andrebbero licenziati, buttate fuori non tenute nella polizia». «E se le cose fossero andate in altro modo- spiega -, se le indagini iniziali ‘non corrette’, tra virgolette per non dire altro, la pena di queste persone sarebbe stata ben più grave: non è una mia idea, non sono io, nè Patrizia a dire questo, è lo Stato a dirlo attraverso i propri giudici che hanno fatto il loro lavoro».

Ma lo Stato non rischia di volersi accanire sugli agenti, come dicono i sindacati? «Si provi ad immedesimarsi in me, in Patrizia e nel fratello Stefano: vediamo se poi si dirà lo stesso. La decisione dei giudici contabili è scontata, non debbono essere i cittadini a pagare per quelli che non sono errori ma fatti inqualificabili: l’aver ucciso un ragazzo di 18 anni». (d.p.)

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