La Fondazione consulta i grandi soci sull’assalto di Bpvi
L’offerta vicentina? «Attenzione e il rispetto come per tutte» Ma l’orizzonte delle decisioni è spostato «ai prossimi mesi»
FERRARA. La Fondazione Carife chiama a raccolta i soci per costruire una strategia condivisa con la città, sulla vendita della banca. È questo il senso della convocazione dell’organo d’indirizzo di Palazzo Crema, fissato per giovedì 24 luglio, perché non è quella la data nella quale si decideranno le sorti della cassa. La nota con la quale è stato convocato l’appuntamento mette infatti all’ordine del giorno l’esame degli «sviluppi della situazione della banca» e la programmazione dei «prossimo adempimenti in merito al pacchetto azionario di controllo ed a tutela del patrimonio del nostro ente». L’ente presieduto da Riccardo Maiarelli fa riferimento al dibattito sviluppato sulla Nuova sul futuro della banca, e alle dichiarazioni del per ora unico, potenziale acquirente, la Banca Popolare di Vicenza di Gianni Zonin e Samuele Sorato. A queste dichiarazioni, mette nero su bianco Palazzo Crema facendo capire che la strada vicentina non è l’unica nè la privilegiata, sarà riservata «l’attenzione e il rispetto che meritano tutte le manifestazioni d’interesse che possano contribuire ad individuare una soluzione positiva della vicenda Carife spa. La Fondazione Carife - continua la nota - esprime considerazione per le dichiarazioni di attenzione all’occupazione, alla missione di banca del territorio ed agli azionisti Carife spa, oltre che al ruolo di questo stesso ente, nell’ambito del quadro di offerta amichevole che è stato esposto dal dott. Zonin come premessa sostanziale all’intera vicenda». Le numerose prese di posizione da parte della società civile ferrarese, in gran parte favorevoli a cercare un’alternativa all’ipotesi vicentina; la Fondazione parte da qui e dall’intenzione esplicitata da Bpvi di «iniziare prossimamente una ulteriore fase di contatti formali», per chiedere appunto che l’organo d’indirizzo «nell’adempimento delle proprie incombenze statutarie, possa effettuare ogni approfondimento nel merito della situazione».
Significativo il riferimento alla composizione dell’organo, pieno di «esponenti dei principali enti ed associazioni ferraresi, insieme ad un’ampia rappresentanza della società civile», ai quali vengono chiesti appunto «utili contributi ed indicazioni per il Consiglio di amministrazione per i successivi passaggi e contatti che si prospettano nei prossimi mesi». La cautela è d’obbligo, se non altro perché la Fondazione ancora non sa quando arriverà l’offerta formale di Popvicenza, e nemmeno conosce i conti aggiornati della banca che dovrà vendere: a questo proposito pare che i commissari abbiano fatto sapere di rivolgersi a Bankitalia, non a loro, per avere accesso alla famosa data room nella quale i vicentini hanno sostato per settimane. Il tutto, naturalmente, tenendo conto del fatto che le altre banche potenzialmente interessate, Popemilia in testa, non avranno le mani libere prima dei test Bce di autunno.
In questa lunga attesa di una trattativa che ancora deve iniziare, il titolo Carife soffre. Il prezzo medio degli scambi in giugno, infatti, è in discesa a 4,04419 euro, vicino ai minimi assoluti, con appena 9.052 azioni scambiate.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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