La ex lo accusa: non paghi Lui replica: è estorsione
Per dieci anni ha versato in contanti la somma per il mantenimento della figlia Ora, disperato, un operaio ha deciso di denunciare entrambe le donne
Per dieci anni aveva mantenuto un rapporto civile con l’ex compagna e di profondo affetto con la figlia. Ora, con la morte nel cuore, si è visto costretto a denunciarle entrambe per estorsione. Un uomo di 48 anni nel giro di poche settimane ha avuto la vita sconvolta dall’accusa di non aver mantenuto gli impegni economici stabiliti, nel lontano 2004, dal Tribunale per i Minori al momento della separazione con la madre di sua figlia, nata nel 1995. «Il Tribunale - spiega il suo avvocato Stefano Forlani - aveva stabilito il versamento di 200 euro mensili per il mantenimento della figlia, più il 50% delle spese straordinarie». Un equilibrio mai incrimato in tutto questo tempo.
Anzi, la fiducia era tale che l’uomo, «una persona mite e tranquilla» tiene a sottolineare Forlani, accoglie di buon grado la richiesta della sua ex compagna di versare la somma in contanti, senza fare bonifici, così da risparmiare sulle spese di commissione bancarie. Non solo: quando alcuni anni dopo la sua nuova fidanzata gli suggerisce, a sua tutela, di assicurarsi una tracciabilità dei pagamenti, questo diventa motivo di lite nella coppia, non accettando l’uomo di mettere in discussione il rapporto di fiducia e affetto instaurato con la figlia.
Nel frattempo la crisi economica si fa sentire. Nei confronti della ex compagna, che incontra crescenti difficoltà nel gestire un’attività commerciale aperta a Ferrara. E nei confronti dell’uomo, operaio, messo in cassa integrazione dalla sua azienda e costretto a chiedere prestiti alla fidanzata per continuare a versare i 200 euro mensili e coprire la metà delle spese straordinarie, tra cui un corso di formazione professionale della figlia.
Fino a due settimane fa tutto procede come sempre. Poi la situazione precipita senza preavviso. «La sera prima -riferisce Forlani - il mio cliente incontra la figlia, a cui tra l’altro consegna i soldi alla presenza del fidanzato di lei, e che si dimostra come al solito affettuosa con il papà. Il mattino dopo gli viene recapitata una raccomandata firmata dall’avvocato della sua ex, e in cui gli viene contestato il mancato pagamento delle somme stabilite dal Tribunale fin dal 2010, e la loro mancata indicizzazione. Ma se è vero che la somma non è mai stata adeguata all’Istat - prosegue l’avvocato - non è vero nel modo più assoluto che il mio assistito non abbia pagato». Il guaio è che dei versamenti non c’è traccia. Ma il 48enne, sentendosi con la coscienza a posto, non è disposto ad accettare accuse ingiuste. «Però quello che più lo ha ferito - aggiunge Forlani - è il comportamento della figlia, che non gli risponde nemmeno più al telefono».
La vicenda è così scivolata nell’imbuto senza fine delle guerre dei padri separati. Dopo la messa in mora civile, infatti, l’ex compagna gli ha fatto pervenire un atto di precetto, a cui ora l’uomo, attraverso il suo legale, ha presentato opposizione davanti al giudice per le esecuzioni di Ferrara. Ma la lite è destinata a sconfinare in campo penale: messo alle strette, l’uomo ha infatti denunciato la ex compagna e la figlia per estorsione.
Alessandra Mura
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