Mansi (Confindustria): ripresa rinviata, servono riforme
L’Italia non è più sull’orlo del baratro, e l’Euro non è più in pericolo di vita. Queste sono le uniche buone notizie che Antonella Mansi, vicepresidente nazionale di Confindustria, ha portato agli...
L’Italia non è più sull’orlo del baratro, e l’Euro non è più in pericolo di vita. Queste sono le uniche buone notizie che Antonella Mansi, vicepresidente nazionale di Confindustria, ha portato agli industriali ferraresi. Per il resto l’industriale toscana ha ribadito che «siamo ancora lontani da una svolta vera» e «la ripresa è rinviata di qualche mese»: il Pil dovrebbe aumentare di un misero 0,4% quest’anno. Sui due temi caldi che incrociavano le sorti di Unindustria Ferrare e di Confindustria, l’industriale toscana è stata netta: la fusione con altre strutture territoriali è inevitabile, serve a migliorare i servizi e sono gli stessi imprenditori e chiederlo; e del resto Maiarelli aveva anticipato che le valutazioni nei confronti delle due ipotesi, Bologna-Modena-Reggio o Romagna, sono avanzate («presentano entrambe vantaggi e punti di debolezza») e in autunno toccherà agli associati decidere. Il futuro della Camera di commercio? Ho sentito con piacere, ha detto in sintesi Mansi, che qui da voi funziona, ma nel resto d’Italia non è così e la riforma è necessaria. Difficile salvare singole realtà, è l’impressione ricavata ieri.
Uno scenario di alleanza tra le industrie e i sistemi formativi di Toscana ed Emilia, «per avvicinarsi al modello di capitalismo renano con un grande Land», è la suggestione lanciata da Franco Mosconi (Uniparma). Per salvare la nostra industria, tuttora tre le prime dieci del mondo e seconda in Europa, serve il rafforzamento dell’osmosi tra fase produttiva e creativa, e la capacità di qualche media industria di fare il grande salto a multinazionale. «In Emilia molte possono farlo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
