Papà Lino al Coisp: "E' giustizia, non vendetta"
La replica su Fabebook al sindacato di polizia: "L'unica vittima è mio figlio Federico che invocava aiuto invano"
FERRARA - Secondo il Coisp la richiesta di risarcimento danni per quasi 2 milioni di euro avanzata dalla Corte dei Conti nei confronti dei quattro agenti condannati per la morte di Federico Aldrovandi è una vendetta.
Al sindacato indipendente di polizia replica ora il papà del diciottenne, Lino Aldrovandi, che su Facebook si rivolge direttamente al segretario Franco Maccari: "Lei, mi permetta, confonde la parola 'giustizia' con la parola 'vendetta'. La parola 'vendetta' per quello che mi ha insegnato mio padre e per il lavoro che svolgo, non fa parte del mio vocabolario".
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La Corte dei Conti di Bologna ha disposto il sequestro conservativo dei beni dei quattro agenti nonché di un quinto del loro stipendio,a copertura del danno erariale subito dallo Stato che ha risarcito, nel 2010, la famiglia di Federico con circa 2 milioni di euro. "La legge non l'ho fatta io - replica Lino Aldrovandi - e le Corti, i Tribunali la applicano in base a ricostruzioni processuali con le garanzie di legge".
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"Qui la vittima signor Maccari - prosegue Lino Aldrovandi - è solo Federico che invoca 'basta e aiuto' e subisce calci mentre è a terra bloccato (Pollastri), dopo che era stato bastonato di brutto per mezz'ora (Pontani) senza aver commesso alcun reato, con una frase nel video della scientifica ivi intercettata che dice 'qui ci vorrebbe della benzina' e lì durante le riprese c'erano solo poliziotti". Se per lei questa è un'immagine di polizia, non può chiedere a un padre e ad una madre che ogni notte devono fare i conti con quest'immagine, di essere umani - aggiunge - perché secondo lei sbagliare si può".
"Dimostrarsi umani? Certo. Sarebbe bastato poco quella mattina a quei suoi colleghi (così ancora li chiama lei) per far tornare a casa un ragazzo di 18 anni - aggiunge il padre di Federico - e non sappiamo ancora perché non sia più tornato". "Sappiamo comunque come è stato 'ucciso', senza una ragione e lo sanno tutti i giudici, e non è una cosa da poco", sottolinea Aldrovandi che chiude con un chiaro invito a Maccari, in difesa della madre e del fratello di Federico, Stefano. "Lasci stare Patrizia e Stefano, non continui a fare del male, hanno bisogno di pace e serenità".
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