Una madre protesta: «Dal Comune finiti gli aiuti»
I tagli di questi anni ai trasferimenti regionali hanno ristretto il perimetro d’azione dell’Istituzione scolastica. Fino a qualche anno fa, il Comune acquistava direttamente i libri scolastici per...
I tagli di questi anni ai trasferimenti regionali hanno ristretto il perimetro d’azione dell’Istituzione scolastica. Fino a qualche anno fa, il Comune acquistava direttamente i libri scolastici per tutti i figli delle famiglie individuate dal Servizio sociale, da un po’ di tempo invece si limita a comprare quelli per la scuola dell’obbligo, ossia fino alla seconda superiore. Ne sta facendo le spese la madre di una studentessa di un istituto superiore cittadino.
«Mia figlia è stata promossa in terza – ha raccontato alla Nuova una lettrice – sono andata dall’assistente sociale con cui ho compilato il modulo per chiedere al Comune l’acquisto dei libri, quindi alla scuola per farlo timbrare e infine all’Istituzione. Lì mi hanno detto che la Regione non li passa più».
Conferma il dirigente dell’Istituzione Mauro Vecchi, anche se con qualche precisazione. «Avendo meno risorse abbiamo concentrato la fornitura diretta sull’obbligo: oramai siamo rimasti l’unico Comune in Italia a prevederla, e non so fino a quando ce la faremo. Per gli anni di studio successivi all’obbligo si può ricorrere alla fornitura indiretta», ossia chiedere un rimborso della spesa sostenuta per l’acquisto, rimborso che può coprire fino ai due terzi. Controreplica della madre: «vero, ma io i soldi per acquistare i libri proprio non li ho. È tutta qui la faccenda».
Gabriele Rasconi
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