Boom esportazioni e cifre da capogiro per il Prosecco
Il Prosecco sta vivendo un momento di lustro impossibile da trascurare, dato che è diventato il vino italiano più esportato in assoluto (con volumi da capogiro, dati i 230 milioni di bottiglie...
Il Prosecco sta vivendo un momento di lustro impossibile da trascurare, dato che è diventato il vino italiano più esportato in assoluto (con volumi da capogiro, dati i 230 milioni di bottiglie vendute nel 2013, con un aumento del 25%) e ha superato di gran lunga, nella categoria ‘bollicine’, lo stretto parente francese, di cui non c’è nemmeno necessità di accennare il nome. Un breve percorso per la zona Doc e Docg, peraltro, potrebbe convincere anche gli scettici della grandiosità e degli sforzi di quella che è stata ribattezzata ‘valle dell’oro’ nella direzione dell'eccellenza. Figlio di un marketing oculato, che sta assurgendo solo ora ad una credibilità ‘critica’, il Prosecco viene prodotto nelle province del Veneto, escluse Rovigo e Verona (circa 80% del totale), e in tutte le province del Friuli Venezia Giulia (circa 20% del totale); il vitigno base è il glera, che deve costituire almeno l’85% del totale, e poi verdiso, bianchetta trevigiana, perera, glera lunga, chardonnay, pinot bianco, pinot grigio e pinot nero vinificato in bianco. Il vino è eccezionalmente fresco e ha sentori di frutta a polpa chiara; nella versione spumantizzata ottimo compagno di piatti a base di pesce, nonostante sia tuttora internazionalmente riconosciuto come ‘il’ vino da aperitivo. (r.c.)
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