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il processo sull’appalto del polo di cona

«Nessun accordo sottobanco»

Baldi: le ditte attaccavano un tecnico puntiglioso, io lo confermai

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All’accusa di far parte di un accordo per far lievitare i costi dell’ospedale di Cona attraverso varianti ingiustificate e favorire così le imprese, l’ex direttore generale del Sant’Anna, Riccardo Baldi, ha replicato con una semplice costatazione: quelle stesse imprese (il Consorzio Prog.Este) che dovevano beneficiare di tale “inciucio” sottobanco, sono le stesse che nel corso di una riunione in Regione chiesero a gran voce di rimuovere il direttore dei lavori (Carlo Melchiorri) proprio per la sua puntigliosità.

«Cosa che peraltro non ho preso in considerazione nemmeno per un momento - ha spiegato Baldi - Primo perché di Melchiorri mi fidavo, secondo perché quelle rimostranze erano la riprova che i controlli erano seri ed efficaci». L’ex direttore generale dell’azienda Sant’Anna è stato interrogato ieri dal pm Castaldini nell’ambito del processo che lo vede imputato, insieme ad altre dieci persone, per presunte irregolarità e sprechi di denaro pubblico durante il lavori del cantiere per la realizzazione del nuovo polo ospedaliero.

Assistito dall’avvocato Andrea Toschi, Baldi ha inoltre chiarito alla procura e ai giudici il suo ruolo nell’approvazione delle varianti contestate. Compito della direzione generale era infatti quello di raccogliere i suggerimenti tecnici, ma spettava al Rup sottoporre le proposte di variante alla direzione generale. Ma prima ancora della firma del dg, era il responsabile amministrativo (Marino Pinelli) a garantire che l’iter delle proposte fosse corretto e a quel punto, in assenza di altre obiezioni, la variante veniva infine validata.

Al termine dell’interrogatorio, ritenendo di aver chiarito a sufficienza i punti contestati dalla procura, la difesa ha accettato di ridurre il numero dei suoi testimoni. Prima di Baldi, si erano sottoposti all’esame Andrea Benedetti e Fulvio Rossi, rispettivamente componente e presidente della Commissione di collaudo, chiamati a rispondere sulla mancata segnalazione dell’incompatibilità dello stesso Benedetti a ricoprire quel ruolo a causa di un conflitto di interessi, poiché aveva eseguito alcune consulenze per conto di un'azienda che aveva lavorato per l'ospedale. Il processo riprende il 26 settembre.

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