Roby non è mai arrivato al mare dalla compagna
Le lacrime della sorella e della convivente di Montani, morto contro lo scuolabus: era attaccato agli affetti, teneva un lumino davanti alla foto della madre defunta
FERRARA. Roby stava venendo al mare a prenderci ma non è mai arriva. E già mi manca tanto …». Con le lacrime che le scendono copiose sul viso Mira, la compagna ucraina di Roberto Montani deceduto giovedì nel tragico scontro che ha coinvolto anche un pullman con 18 bambini che tornavano da una giornata trascorsa ai Lidi, non si dà pace. Conviveva con la vittima ormai da quattro anni e stava molto vicino al fratello Marcello, che le aveva dedicato un quadretto affettuoso da lui stesso realizzato con il computer durante le ore trascorse alla Città del ragazzo. Roberto le era molto grato e le aveva chiesto più volte di diventare sua moglie. «Io rispondevo: non c'è fretta, prima pensiamo a rimettere a posto la casa che aveva bisogno di tante cose e persino di essere tinteggiata». Ma Montani, 66 anni, residente a Ferrara in via Fardella, ora non c'è più. «Non so ancora rendermi conto di quanto accaduto - dichiara Valeria, la sorella che risiede a Vigarano Mainarda - Non conosco neppure i particolari dell'incidente perché i carabinieri non mi hanno ancora detto nulla. Con mio marito questa mattina ci recheremo all'ospedale del Delta dove è stato trasportato Roberto e forse sapremo qualcosa di più. Neppure la data dei funerali ci è stata comunicata ed io mi sento persa, stravolta e tanto addolorata. Mio fratello era una persona molto buona e disponibile; lo dimostra il fatto che è stato sempre in famiglia ed ha accudito non solo nostro fratello Marcello ma anche la mamma. Sulla credenza di casa sua c'è sempre un lumino acceso davanti alla sua immagine. Una disgrazia enorme, che ci ha colpito all'improvviso scombussolando la vita a chi è rimasto. Ora dovremo valutare i servizi sociali».
Chi era Roberto Montani? Era un uomo semplice, tutto casa e famiglia, dai sani principi morali che dopo aver lavorato per oltre trent'anni presso una fabbrica bolognese che produceva pezzi per autobus, si stava godendo la pensione avendo anche trovato l'affetto di una compagna con la quale aveva costruito un’unione ormai consolidata da anni di convivenza. Mira si era affezionata in maniera particolare a questa sua nuova famiglia italiana. «Ora cosa accadrà?» si chiede a poche ore dall'incidente, pensando però ad una soluzione da concordare con la sorella Valeria e le assistenti sociali. «Io vorrei continuare il mio lavoro al panificio e continuare ad aiutare Marcello nella sua casa. Mi sembrerebbe così di rispettare il desiderio di Roberto» è il pensiero di Mira.
Che Montani fosse una persona buona lo hanno confermato anche i vicini. «Abitava qui fin dal 1989 proprio quando sono arrivata anch'io - ha dichiarato una vicina - Era riservato, gentile, legatissimo al fratello; insomma davvero una brava persona».
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