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fornace vela - la risposta della provincia

«Sempre vicini ai lavoratori»

«Sempre vicini ai lavoratori»

La presidente Zappaterra: accuse infondate da parte dei sindacati

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FILO. Lucio Pavani, rappresentante sindacale e lavoratore della fornace Vela di Filo d’Argenta, nei giorni scorsi ha espresso le sue perplessità in merito allo smantellamento dell’impianto produttivo di laterizi, che prelude alla ormai definitiva dismissione dell’attività. Il sindacalista lamentava il supposto disinteresse delle istituzioni locali, in merito alla sorte dell’azienda. Immediata la risposta della presidente della Provincia Marcella Zappaterra. «Pur comprendendo l’amarezza del signor Pavani, ritengo doveroso chiarire che le conclusioni che egli trae sono sbagliate e non vere. Le istituzioni hanno seguito sempre con attenzione e preoccupazione il critico andamento della crisi della fornace, e si sono adoperate sia sul piano politico che amministrativo per accompagnare i lavoratori nel percorso di accesso agli ammortizzatori sociali». «Proprio presso il servizio politiche del lavoro, nella primavera 2011, - continua la Zappaterra - si sono svolti gli incontri per formalizzare la richiesta della cassa integrazione straordinaria di 12 dodici mesi (dal luglio 2011) sui fondi ministeriali. È presso la Regione, in seguito, che sono stati adottati gli atti per l’accesso ad ulteriori otto mesi di cassa integrazione in deroga, e poi di nuovo in Provincia, per un altro anno di cigs ministeriale da fine marzo 2013, già nella prospettiva della cessazione produttiva». Nel frattempo la crisi edilizia «ha travolto l’intero gruppo bresciano Vela spa, entrato in procedura ed interessato da provvedimenti di cigs adottati direttamente in sede ministeriale, che termineranno nell’ottobre prossimo». E aggiunge, «la Provincia ed il Comune hanno sempre seguito da vicino l’evoluzione della situazione, incontrando rappresentanti dell’impresa e dei lavoratori, ma fin dal 2012 la situazione è apparsa estremamente critica; Esprimo quindi tutta la mia solidarietà ai lavoratori della fornace, ma ritengo non sia il caso di aggiungere alla già grave preoccupazione per la prospettiva occupazionale, anche l’insinuazione che siano stati da soli ad affrontare un percorso che purtroppo non ha dato i risultati auspicati, ma nel quale tutti gli attori, e non solo il sindacato, hanno fatto quanto era in loro potere per non abbandonare i lavoratori ad un destino ancora più precario».

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