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«Senza mezzi e minacciati»

La rivolta degli Ispettori del Lavoro: stop all’anticipo delle spese e all’uso del proprio veicolo

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Ispettori del lavoro in rivolta: insultati, minacciati e aggrediti dai piccoli imprenditori esasperati dalla crisi e dall'inasprimento delle sanzioni antisommerso, e in più costretti a operare in condizioni critiche. Un disagio sfociato, già a partire dal 1° luglio, nell'adesione anche da parte degli ispettori della Direzione Territoriale del lavoro di Ferrara, alla mobilitazione nazionale indetta dalla categoria - la prima in un secolo di storia di questa categoria professionale - per sottoporre all’attenzione dell’amministrazione le difficili condizioni di lavoro in cui versano.

«Coloro che si trovano a dover far rispettare le norme che tutelano il lavoro - si legge in un comunicato - sono i primi a non avere la strumentazione e le risorse adeguate per svolgere l'attività ispettiva. Infatti devono svolgere la loro attività con proprie auto o con i mezzi pubblici, con conseguenti limitazioni di orari e luoghi raggiungibili, perché non hanno a disposizione automezzi ministeriali. I rimborsi chilometrici non sono nemmeno adeguati alle attuali tariffe Aci, ma pari a un quinto del prezzo della benzina, come inadeguata è la polizza Kasco degli autoveicoli, che ha molte limitazioni rispetto alle coperture ed ai massimali assicurativi previsti. Gli Ispettori devono inoltre anticipare le spese per le missioni che spesso vengono liquidate in ritardo per mancanza di risorse». Non meno gravi gli «attacchi mediatici verbali e fisici» subìti negli ultimi tempi «come dimostrano i recenti episodi avvenuti anche nella nostra provincia. Infatti molti non sanno che questi lavoratori sono meri esecutori di norme previste a livello centrale, e che non possono applicare nessuna discrezionalità, altrimenti risultano passibili di provvedimenti disciplinari».

Queste sono solo alcune delle ragioni che hanno spinto gli Ispettori della Direzione Territoriale di Ferrara a «sospendere l’utilizzo per ragioni di servizio del proprio mezzo, di revocare la disponibilità ad anticipare le spese per lo svolgimento di compiti istituzionali (pasti, viaggi etc.) e di sospendere lo svolgimento dell’attività di vigilanza in fasce orarie diverse da quelle previste dal loro contratto di lavoro, attenendosi dunque, in maniera stringente, alle disposizioni contrattuali. Tutto ciò per dimostrare che l’attività di vigilanza che fino ad oggi hanno garantito, non può continuare a reggersi unicamente sulla loro diligenza e sul loro spirito di sacrificio».

Ilaria Menegatti (Fp Cgil), Sonia Uccellatori (Cisl Fp) e Fabio Izzi (Uil PA) nel sostenere le ragioni della categoria a livello territoriale, spiegano che «le Federazioni Nazionali hanno elaborato una piattaforma rivendicativa unitaria in cui, oltre a denunciare le difficoltà in cui versa l’attività degli ispettori del lavoro, hanno richiesto anche una modifica della disciplina dell’orario di lavoro che possa coniugarsi al meglio con la specificità dell’attività di vigilanza di volta in volta programmata, la revisione dell’assicurazione Kasco, il reperimento delle risorse economiche funzionali allo svolgimento dell’attività ispettiva e l’attuazione di una campagna mediatica ad hoc finalizzata all’affermazione del ruolo degli ispettori, a tutela della loro immagine e soprattutto per ricordarne il ruolo di garanti delle normative sul lavoro, valore quest'ultimo, sul quale si fonda la nostra Repubblica».

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