Treviso, terra sempre ricca di sapori
Al ristorante “Dobladino” si possono trovare aperitivo e finger food, ma anche zuppa di pesce e squisite bollicine
Giusto la settimana scorsa il territorio delle Langhe-Roero e del Monferrato hanno ricevuto l’ambitissimo riconoscimento dell’Unesco come sito vitivinicolo Patrimonio dell’Umanità, traguardo che ha portato il nostro paese a guidare, come numero di siti censiti, l’ambitissima World Heritage List. Un risultato straordinario, certo, ulteriore conferma (casomai ce ne fosse bisogno) della straordinaria ricchezza non solo estetica presente nel nostro Paese, ma anche piccolo promemoria per tutto il lavoro che può essere fatto da ora in poi, dato che è sufficiente un giretto anche distratto, per il Belpaese, per trovarsi davanti ad un’imbarazzante varietà di “Grande Bellezza”. Ecco, se fossimo liberi di suggerire altri ‘territori da scoprire’, inseriremmo di certo la Valdobbiadene, toponimo millecentesco per definire la terra in provincia di Treviso famosa per la produzione del prosecco. Ma la zona, a parte gli odori, i sapori e la piacevolezza estetica, ha altre risorse, in parte nascoste (tra cui la frazione di Castelbrando, che se non conoscete, merita una visita apposita), in parte mostrate con la generosità tipica dei veramente belli.
Ce ne siamo accorti durante uno dei nostri rispettosissimi pellegrinaggi, durante il quale ci siamo imbattuti, non a caso, nel ristorante “Dobladino” il quale, oltre a portare il nome che venne anticamente regalato a questa ‘ubertosa valle’, ci ha regalato un’esperienza enogastronomica di cui non ci dimenticheremo facilmente. Nato da un’idea di Rino Anselmi, il ristorante è ora terreno di battaglia delle autonominatesi “Dobladino’s Girl”, al secolo Annalisa Amati chef, Nicoletta Lovadin sous-chef, Jenny Tomadon Horeca consultant e Karine De Oliveira commis di sala. Il locale è piacevolissimo nella progettazione, nell’utilizzo degli spazi, nelle salette, piccole, intime, nelle apparecchiature, curate fin nel più sottile dettaglio. Cucina tradizionale con una ricerca esasperata a livello di qualità delle materie prime, spesso chilometro zero o presidi Slow Food, impronta di un territorio dai sapori, colori e aromi decisi, ma con un tocco di creatività tutta femminile, come nel Manzoburgher battuto con passeggiata nell’orto (un hamburgher ‘scomposto’ con condimenti vegetali, di eccezionale fragranza) assolutamente da provare. Il locale, come sorprendente contorno, produce pure un olio a marchio che a noi ha lasciato a bocca aperta. Sopra tutto, una divinazione per il prosecco, che in carta viene presentato con una dovizia narrativa che avrebbe fatto impazzire personaggi come Mario Soldati. Certo quello che non ti aspetti, in locali come questo, è sia la cura che viene data all’evenienza dell’aperitivo mensile, fissato per ogni ultimo mercoledì del mese, momento in cui chef e sous si esibiscono in una rivisitazione integrale del menu sotto forma di finger food (il quale anch’esso meriterebbe, a nostro avviso, un viaggio apposito), ma pure che al venerdì e solo al venerdì sia disponibile in carta un menù di crudo di pesce straordinario. Conoscenza della materia prima e capacità di lavorarla con competenza, alternanza di sapori e un eccellente lavoro sulla sapidità ed equilibrio dei condimenti. Un addentrarsi rispettoso, che non trascura grandi classici come l’eccellente zuppetta di pesce, accompagnato da bollicine maestose, sapientemente scelte per noi da Jenny. Il climax, un ‘gran finale’ di perfezione sovrumana sui dolci, a noi che i dolci non piacciono. Il tutto proposto ad un rapporto qualità/prezzo surreale.
Whispered with calm: be-long, diceva un vecchio pezzo dei R.E.M. Sospiriamo. Un’occhiata fuori dalla finestra, a fine pasto, indispensabile per realizzare di essere ancora sul Pianeta Terra e non in un qualche Paradiso autonomamente costruito; poi uno sprofondare in sensazioni di appagamento, che pochi piaceri della vita sanno regalare con altrettanta intensità. Se anche fosse questo, l’ultimo pasto della nostra, o almeno l’ultimo che vi raccontiamo, saremmo certi di essercelo goduti per intero.
Riccardo Corazza
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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